17 Novembre 2009

Era atteso come la prova del fuoco per il passaggio al digitale terrestre

ROMA Era atteso come la prova del fuoco per il passaggio al digitale terrestre. E lo switch off di Roma prima grande capitale europea a mandare in pensione, tra domenica notte e le 10 di ieri mattina, il segnale televisivo analogico si è confermato, nel bene e nel male, come un momento decisivo nel cammino verso la tv del futuro.  Se il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni vede con soddisfazione «l’Italia all’avanguardia in Europa», le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra e il Codacons annuncia un ricorso d’urgenza al tribunale per bloccare lo switch off. Al ministero si festeggia il record di impianti convertiti (495) e di popolazione coinvolta (circa 4 milioni, di cui 2,7 milioni nella capitale, il resto nelle province di Roma e Latina) in 24 ore. Al call center sono arrivate, fino al pomeriggio di ieri, 46mila chiamate, quasi tutte legate a problemi di risintonizzazione dei canali. Ma a far discutere è anche la posizione dei canali nel telecomando in base al sistema Lcn (logical channel numbering), cioè all’ordinamento automatico. Il comitato di redazione di Rainews 24 protesta per la «retrocessione dal numero 16 al numero 42» e l’Usigrai parla di «penalizzazione».
 

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