fbpx
31 Maggio 2011

Epidemia da E.Coli, mistero più fitto “I cetrioli spagnoli non c’entrano”

Da Amburgo il colpo di scena: il batterio responsabile di 15 decessi e migliaia di ricoveri in Germania è diverso da quello riscontrato sugli ortaggi "incriminati". La Spagna attacca e chiede un intervento Ue: "Berlino irresponsabile, la nostra agricoltura è in ginocchio"

 
ROMA – La prima vittima in Svezia, il primo caso accertato di contagio in Spagna, ma il fulcro dell’emergenza sui cetrioli contaminati resta la Germania e dalla Germania è arrivato oggi un responso delle analisi che però, se possibile, rende ancora più fitto il mistero sull’epidemia. Il ministro della Sanità della città-stato di Amburgo, Cornelia Pruefer-Storcks, ha annunciato che gli agenti patogeni individuati su due dei tre cetrioli spagnoli esaminati e risultati contaminati "non corrispondono" a quelli rilevati nelle feci di alcuni pazienti (che appartengono invece al sierogruppo E. Coli Vtec O104). "La fonte dell’infezione non è stata ancora identificata", ha aggiunto Pruefer-Storcks.
L’annuncio del ministro da un alto potrà distendere le tensioni fra Spagna e Germania, dall’altro fa aumentare le preoccupazioni per l’indefinitezza del "nemico". L’unica cosa certa, per ora, è che il fulcro del mistero è in terra tedesca e nel Nord del Paese. Sia la donna deceduta in Svezia sia l’uomo ricoverato a San Sebastian erano infatti reduci da un soggiorno in Germania, dove tra l’altro continua ad aggravarsi il bilancio. Le vittime del micidiale batterio dell’E.Coli, secondo i dati dell’istituto di virologia di Berlino, sono diventate 15, almeno 1.400 i casi acclarati e altre centinaia di persone sono ricoverate con i sintomi della sindrome emolitico-uremica che causa, con una grave forma di dissenteria emorragica, insufficienza renale, anemia emolitica microangiopatica, trombocitopenia, difetti di coagulazione e sintomici neurologici variabili.
L’appello del governo tedesco – Il ministro dell’Alimentazione, Agricoltura e protezione dei consumatori, Ilse Aigner, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, lo scorso 24 maggio, ha ammesso pubblicamente che il Paese si trova dinanzi a una "grave situazione" che ha raggiunto "dimensioni europee". Aigner ha detto che il governo è in contatto con altri Paesi europei e invitato la popolazione a non consumare verdure non cucinate (principalmente pomodori, cetrioli e lattuga).
Il giallo della fonte – L’origine del virulento ceppo dell’E.Coli resta un enigma: il batterio era stato inizialmente individuato su cetrioli importati dalla Spagna 1 e commercializzati attraverso il mercato centrale di Amburgo, ma non si è mai capito se la contaminazione di quei prodotti sia avvenuta in Spagna o durante il trasporto o in Germania. Gli esami di Ambrugo ora sembrano addirittura assolvere le aziende spagnole, ma intanto il caso era esploso anche a livello diplomatico. La Spagna ha protestato duramente contro la Germania per l’accusa "senza prove" rivolta ai propri produttori e chiesto una "soluzione europea" per un "problema europeo".
La protesta spagnola – Anche perché, per il Paese già in difficoltà con la crisi, la nuova emergenza rappresenta un duro colpo per un settore portante dell’economia. Al vertice di Debrecen, in Ungheria, il ministro spagnolo dell’Agricoltura, Rosa Aguilar, ha accusato la Germania di atteggiamento "irresponsabile", spiegando che le perdite stimate per il settore raggiungeranno "più di 200 milioni di euro a settimana". La federazione dell’industria export spagnola ha annunciato che praticamente l’intera Europa, che assorbe il 90% dell’export agricolo spagnolo, ha quasi smesso di comprare frutta e verdura nazionali. "E’ come se si fossero passati la voce – ha detto il presidente della federazione, Jorge Brotons sollecitando l’intervento di Zapatero – , siamo costretti a buttare tonnellate di prodotti e dopo le verdure sta iniziando a succedere anche con la frutta".
I sequestri dei Nas – In Italia, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito che "la trasmissione dell’infezione si può escludere adottando e mantenendo regole di igiene, come quella di lavare accuratamente le mani, la frutta e la verdura". A scopo cautelativo, comunque, i carabineri del Nas (Nucleo antisofisticazioni) hanno sequestrato due partite campione di centrioli provenienti dalla Spagna, una di 7 e l’altra di 9 quintali, per sottoporle ad esami. I risultati delle analisi si conosceranno domani sera. Le associazioni dei produttori italiani temono che si diffonda un panico generalizzato, mentre fra quelle dei consumatori c’è chi ha chiesto il blocco totale 2 delle importazioni.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox