Epatiti da trasfusione, cause al via
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
«Negli anni passati – scrive il Codacons – la trasfusione di sangue infetto è stata una grande fonte di contagio dell’epatite C. Solo nell’anno 1989 è stato finalmente identificato il virus HCV, e da allora il rischio di contrarre l’infezione è basso. Purtroppo fino al 1989 il virus ha contagiato oltre un milione e mezzo di soggetti ed è stato responsabile del 75% dei casi di cirrosi epatica». «L’epatite C – prosegue l’associazione di Carlo Rienzi – è la più pericolosa tra le epatiti, perchè nella metà delle persone contagiate diventa cronica, ossia comporta la degenerazione del tessuto del fegato». «Purtroppo non esiste un vaccino protettivo dall’ epatite C e, sia che il virus sia attivo o meno, il soggetto colpito è comunque sempre contagioso. L’epatite C è una malattia seria del fegato, e può essere trasmessa oltre che per contagio con il sangue anche sessualmente. E’ però possibile ottenere adesso un risarcimento del danno. La Legge 210 del 25 febbraio 1992 prevede, quale indennizzo, un assegno mensile a favore di tutti coloro che risultino contagiati da epatiti post trasfusionali, HIV e vaccinazioni obbligatorie e presentino danni permanenti e irreversibili alla integrità psico fisica. Vi sono termini legali perentori per la proposizione della domanda per usufruire di tale beneficio economico. E’ inoltre possibile agire giudizialmente, anche nel caso di ottenimento dell’indennizzo, per ottenere un ulteriore risarcimento dei danni, che tenga in considerazione il danno alla integrità psico-fisica, invalidità parziale e il danno futuro sulla qualità di vita». L’associazione ricorda che è possibile iscriversi ad «Articolo32», un gruppo di lavoro del Codacons che agisce su tutto il territorio nazionale per garantire il rispetto e la piena attuazione del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione. www.codacons.it
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