11 Settembre 2015

EPATITE C: IL CODACONS IN DIFESA DEL DIRITTO ALLA SALUTE

L’Associazione interviene su tutti i fronti per assicurare ai malati l’accesso alle cure.

I FATTI

In Italia, la cura per l’epatite C esiste, ma costa carissima. Sono da tempo disponibili, sul mercato, farmaci innovativi e salvavita che consentono, con altissime probabilità, la definitiva eradicazione del virus dell’Epatite C, anche se in forme avanzate. Un risultato eccezionale, per la medicina: nel nostro Paese, ancora oggi, le diagnosi di epatite C sono circa 300mila, ma gli esperti stimano un totale di 1,2 milioni di persone infettate dall’HCV. Il problema, però, è quello dell’accessibilità delle cure:  i vari trattamenti, infatti, sono particolarmente costosi. Per tale motivo, e considerata la loro portata innovativa, questi farmaci, sono stati inclusi nella fascia “A PHT”, ovvero tra i farmaci totalmente rimborsabili e a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

L’IMPEGNO DEL CODACONS

Ancora oggi, però continuano ad arrivare segnalazioni di pazienti che, pur avendone diritto, non riescono ad accedere alle nuove cure. Per questo, il Codacons ha deciso di scendere in campo a tutela del diritto alla salute con due azioni distinte: per chi non riesce ad accedere ai nuovi farmaci e rientra nei criteri stabiliti dalla Commissione Tecnico-Scientifica dell’AIFA, e per chi ha acquistato il farmaco Sovaldi (Sofosbuvir) – in Italia o all’estero – prima del 5 dicembre 2014.
Ecco le due iniziative dell’Associazione:
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