Entrato ufficialmente in funzione domenica il nuovo elettrodotto
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fonte:
- l`Adige
Entrato ufficialmente in funzione domenica il nuovo elettrodotto parzialmente interrato realizzato lungo il tracciato della Variante Ovest, è in queste ore iniziato lo smantellamento della vecchia linea aerea: per Riva un passaggio storico che corona un sogno nato negli anni Novanta, quando il Comune e tantissimi cittadini si mobilitarono contro il progetto di un nuovo elettrodotto aereo che avrebbe attraversato la città. I lavori di rimozione dei cavi aerei e di successivo smantellamento dei tralicci si concluderanno nel giro di un mese. Ventidue tralicci e oltre cinque chilometri di cavi elettrici aerei che stanno scomparendo. Il tracciato del cavidotto interessa le vie Sabbioni, Aldo Moro, Sant’ Andrea e la nuova circonvallazione Ovest, oltre ad una zona del parcheggio del polo fieristico in località Baltera. «Una grande soddisfazione – commenta il sindaco Mosaner – per la conclusione di una vicenda nella quale l’ impegno è stato collettivo, dei cittadini e delle amministrazioni comunali. Un impegno che certo ha avuto un costo rilevante per le casse comunali, ma che ha scongiurato un notevole danno alle nostre comunità». Si tratta dell’ epilogo lungamente atteso per una vicenda nella quale per anni si sono impegnati l’ amministrazione comunale, tantissimi cittadini e varie associazioni. La mobilitazione nacque alla fine degli anni Novanta, quando la giunta provinciale approvava (dicembre 1997) l’ autorizzazione all’ allora Enel SpA per la costruzione della variante di tracciato della linea elettrica da 132 kV Riva – Marco – Rovereto: un progetto di nuova linea aerea che avrebbe attraversato gli abitati di San Giacomo, Varone, Pasina, San Nazzaro e, nel Comune di Arco, San Giorgio, destando preoccupazione in particolare per il tratto lungo il Rione 2 Giugno, in prossimità della piscina, della scuola media e della scuola d’ infanzia, e a ridosso delle case Itea. Un problema sia di salute pubblica, sia d’ impatto visivo (erano previsti piloni alti 40 metri) di rilevante problematicità. Contro quel progetto il Comune di Riva nel maggio ‘ 98 si fece promotore di un ricorso al Tar, cui ne seguirono altri, dal 1999 al 2002, da parte di privati cittadini e di varie associazioni (Codacons, Co.na.cem, Co.di.sa). In particolare, l’ amministrazione rilevava come l’ ipotesi progettuale dell’ interramento avrebbe meglio garantito l’ osservanza del principio cautelativo nei confronti di un possibile danno per la salute pubblica, tutelando inoltre – grazie all’ impatto visivo nullo – un territorio di particolare vocazione turistica. La svolta della complessa vertenza è nel giugno del 2002: Terna SpA, la Provincia e i Comuni di Riva e Arco firmano una storica convenzione che apre la strada all’ interramento del grande collettore elettrico. I Comuni di Arco e Riva del Garda hanno contribuito al maggior costo rispettivamente con circa 475 mila euro e con poco più di 1,4 milioni, somme commisurate al tratto di elettrodotto di competenza. L’ intervento prevede anche l’ eliminazione del discusso traliccio nelle vicinanze del Bastione: la linea elettrica sarà infatti ricollocata sul precedente supporto, riducendo l’ impatto visivo in uno degli scorci più significativi della città.
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