15 Dicembre 2010

Entrate giù, il debito vola Bce: più difese anti-crisi

ROMA Ennesimo record per il debito pubblico italiano che viaggia ormai ben saldo oltre 1.800 miliardi di euro (esattamente 1.867,398 miliardi). La Bce chiede di aumentare il fondo anti-crisi e la Fed invece sul fronte americano continuerà ad accelerare gli acquisti di titoli di Stato fino a raggiungere 600 miliardi di dollari entro giugno, mantenendo lo stimolo monetario record per sostenere la ripresa nonostante l’ opposizione repubblicana sempre più forte. La nota positiva di ieri: l’ Istat ha fatto sapere che le retribuzioni in Italia di fatto sono cresciute nel terzo trimestre del 2010 del 3,2% sul corrispondente periodo del 2009 e dello 0,5% (dato destagionalizzato) sul trimestre precedente. Quindi, su base tendenziale nello stesso periodo le retribuzioni sono cresciute più dell’ inflazione (+1,7% a luglio, +1,6% ad agosto e settembre). E per concludere il quadro: la Cina ha deciso di comprare i titoli di Stato del Portogallo e volano ai massimi i rendimenti pagati in asta dalla Spagna. E in Italia? Calano le entrate tributarie che – secondo i calcoli di Bankitalia – nei primi 10 mesi dell’ anno si sono contratte di 5,2 miliardi, ovvero l’ 1,8%. Questo anche se, secondo i calcoli del Dipartimento delle Finanze, il calo è dello 0,3%. Ma si tratta di un dato al netto delle una-tantum. Inoltre la Banca d’ Italia registra il gettito di cassa, mentre i dati del ministero dell’ Economia si riferiscono al gettito di competenza del periodo. Quindi – sempre secondo le Finanze – le entrate sono «sostanzialmente allo stesso livello registrato nell’ analogo periodo dell’ anno precedente, con una flessione limitata». Per quanto riguarda il debito dunque via Nazionale segnala ad ottobre un livello di 1.867,398 miliardi di euro, contro gli 1.844 miliardi del mese di settembre. Rispetto all’ ottobre 2009 quando il debito delle amministrazioni pubbliche era a 1.804,5 miliardi, il debito è aumentato di circa 63 miliardi. L’ aumento è ancora più alto se si calcola l’ incremento dall’ inizio dell’ anno: rispetto ai 1.763,6 miliardi di fine dicembre la crescità è stata di 104 miliardi, con un incremento del 5,9%. Cala intanto il debito delle amministrazioni locali: a ottobre ha raggiunto 111,3 miliardi, in calo di 1,035 miliardi. Complessivamente comunque – segnalano Adusbef e Federconsumatori – si tratta di un debito di 31.123 euro per ognuno dei 60 milioni di abitanti, cioè 88.923 euro a carico di ognuna delle 21 milioni di famiglie. Per il Codacons il dato dimostra il «fallimento della politica economica del governo Berlusconi». Tornando alle entrate tributarie le Finanze segnalano un calo dello 0,3% nei primi 10 mesi al netto delle una tantum. Un andamento che «risulta allineato a quello registrato nel periodo gennaio-settembre, con un calo limitato ormai solo all’ 1,7%. Questa flessione è esclusivamente dovuta al venire meno delle una tantum e/o imposte sostitutive dell’ Ires, dell’ Irap e delle addizionali, versate nel 2009 per il riallineamento di valori contabili derivanti dall’ adozione degli Ias/Ifrs». Inoltre «continua l’ andamento molto positivo degli incassi da ruoli relativi ad attività di accertamento e controllo che hanno raggiunto un importo pari a 4.118 milioni di euro, registrando un incremento del 13,6%». Il confronto a distanza di un anno – si spiega – «è influenzato dal fatto che nel 2010 si è notevolmente ridotto il gettito delle imposte sostitutive introdotte con il decreto anticrisi del novembre del 2008, che nel 2009 aveva in larga misura natura una tantum». Intanto dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet arriva l’ appello di aumentare le risorse del Fondo di salvataggio dei Paesi euro in difficoltà e prevedere per i Paesi non virtuosi un sistema di sanzioni più severo di quello finora preso in considerazione dalla Ue, compresa una limitazione del diritto di voto per gli Stati recidivi. L’ appello è lanciato a due giorni dal vertice dei capi di Stato e di governo europei chiamati a importanti decisioni per rafforzare le difese della zona euro.
 

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