5 Febbraio 2014

Entra la sigaretta elettronica, esce il tailleur

Entra la sigaretta elettronica, esce il tailleur

 ROMA – Le sigarette elettroniche, il caffé in cialde e le edizioni online dei quotidiani fanno il loro ingresso nel paniere dell’ Istat, una sorta di ‘cesto’ virtuale che contiene tutte le voci di spesa chiamate a determinare il livello dell’ inflazione. All’ inizio di ogni anno l’ Istituto di statistica rivede la lista di prodotti che possono vantarsi di far parte di questa mega-bilancia e accanto alle entrate c’ è anche qualche uscita, tra cui spicca il tailleur, il completo femminile che negli anni Ottanta si era affermato come il simbolo della donna in carriera. L’ aggiornamento del paniere non è infatti solo un rito statistico, dietro c’ è un Italia che cambia: più tecnologica, devota a tutto quello che è già pronto all’ uso e ricercata nelle scelte alimentari. Insomma economia e costume si intrecciano e dietro ogni prodotto c’ è una storia. D’ altra parte, come l’ Istat stesso chiarisce, la revisione «tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e arricchisce, in alcuni casi, la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati». Dalle indagini dell’ Istituto è emerso come alcuni prodotti lanciati sul mercato abbiano fatto raggiungere livelli di spesa non più trascurabili: chi a tempo di record come le e-cig e relative ricariche, chi con più calma. Tra le new entry il caffé in cialde o capsule e l’ apposita macchina erano sicuramente attese. Restando sul fronte alimentare, si inseriscono anche il formaggio grattugiato in confezione e il latte fresco ad alta qualità. Sempre più spazio ha il capitolo hi-tech, che si allarga con il giornale on-line (per cui oggi esistono diverse possibilità di abbonamento). Gli italiani si scoprono più ambientalisti: concorreranno a determinare il carovita pure i sacchetti ecologici per rifiuti organici. Il rastrello dell’ Istat recupera anche prodotti presenti ormai da anni: lo spazzolino elettronico e il test di gravidanza. A fronte di 21 ingressi si conta, però, anche qualche ‘addio’: è così che il servizio di riparazione per apparecchi audiovisivi o informatici viene depennato. La spesa che le famiglie destinavano a questa voce risultava ormai minima. E lo stesso è accaduto per un indumento ‘mitico’ come il tailleur, il due pezzi per donna (giacca-gonna o giacca-pantalone), capo amato dai grandi stilisti e immortalato in tanti film anni Ottanta. In tutto ora il paniere conta 1.463 prodotti, diciotto in più rispetto al 2013. A cambiare non è solo il numero degli articoli considerati, ma anche il loro peso, influenzato dai livelli di spesa e dalle oscillazioni dei prezzi. Ecco che aumenta l’ importanza data all’ alimentare, mentre scende la rilevanza attribuita all’ abbigliamento e ai trasporti, anche a causa di una crisi che ha tagliato i consumi. L’ aggiornamento del paniere non piace però a tutti: critici appaiono sia la Coldiretti, secondo cui «con il formaggio grattugiato in busta entrano i prodotti low cost», sia il Codacons, che punta il dito contro i pesi, definiti «sballati».

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