26 Settembre 2014

Enpa: dolore per la tragedia della bimba uccisa dal pastore tedesco, ma non abbattete il cane

Enpa: dolore per la tragedia della bimba uccisa dal pastore tedesco, ma non abbattete il cane

L’
esperto: «Quel tipo di cane non è adatto alle famiglie». Il
veterinario: «Quando in casa convivono bimbi e cani, l’ attenzione dei
genitori deve essere sempre massima. È buon senso»

    

«Proviamo dolore e sgomento per la tragedia accaduta a Fiano Romano. Esprimiamo tutto il nostro cordoglio alla famiglia della piccola». A dirlo è il presidente nazionale dell’ Enpa, Carla Rocchi, commentando la notizia del pastore tedesco che ha azzannato e ucciso la bambina di tre anni. «Siamo fiduciosi – ha aggiunto Rocchi – che la procura di Rieti, che come atto dovuto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e omessa vigilanza di minore, chiarisca la dinamica di questo terribile incidente». L’ Enpa, inoltre, «respinge ogni ipotesi di abbattimento dell’ animale», e si è resa «disponibile ad offrire il proprio supporto e la propria collaborazione per la gestione del pastore tedesco». L’ esperto: il pastore tedesco non è adatto alle famiglie Un pastore tedesco, come quello che protagonista della storia, «non è sempre un buon cane di famiglia, perché ha forti istinti di guardia, controllo e anche predatori, insieme a una grande vitalità che necessità di essere sfogata. Per questo va inserito nelle famiglie in modo lento e graduale, con l’ aiuto di un addestratore esperto». Ad affermarlo, interpellato dall’ Ansa, è Salvatore Montemurro, presidente dell’ Osservatorio italiano cani mordaci, che sottolinea l’ importanza della scelta del cane soprattutto se in famiglia ci sono bambini. «Il pastore tedesco è il più apprezzato dagli eserciti per la sua capacità di azione e intervento, è un cane selezionato per il lavoro di controllo e quindi mantiene intatti i suoi istinti. Ha bisogno di un padrone che lo sappia far sfogare attraverso l’ attività sportiva», spiega Montemurro. Far socializzare il cane e il bambino è fondamentale, perché senza un corretto inserimento «il bimbo, per il cane, resta un estraneo», prosegue Montemurro. I bambini, inoltre, «sono incapaci di leggere i segnali che danno fastidio al cane, per cui vanno educati. Devono sapere che mentre il cane mangia, dorme o gioca col suo osso, non va infastidito. E nel gioco tra cane e bimbo deve essere sempre presente un adulto». Più in generale, evidenzia l’ esperto, «esistono cani da compagnia e cani da utilità. Chi non ha bisogno di un cane da utilità, ad esempio per la guardia, o non ha tempo per far socializzare il cane con il bimbo, è bene che scelga un cane da compagnia come un barboncino o uno yorkshire», che hanno anche il vantaggio di una taglia medio piccola: «pure un cane docile ma di grossa taglia, come un labrador o un terranova, nelle fasi di festeggiamento può far male a un bimbo». Il veterinario: servono corsi per i proprietari «Quando in casa convivono bimbi e cani, è bene che l’ attenzione dei genitori sia sempre massima. È una regola di buon senso. Così commenta all’ Adnkronos Salute Franco Fassola, veterinario e presidente della Società italiana scienze comportamentali (Sisca)». Ma oltre al “buon senso”, il veterinario ritiene anche che «sarebbe necessario organizzare dei corsi ad hoc per i proprietari di cani, con tutte le informazioni per sapere bene come comportarsi». Codacons: serve un patentino per razze aggressive «La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata seriamente». E quanto chiede il Codacons commentando il caso di Roma: «Al di là del caso specifico, è indubbio che esistono razze di cani potenzialmente pericolosi – afferma il presidente Carlo Rienzi – indipendentemente dall’ educazione che si dà al proprio animale, è riconosciuto che esistono razze che per caratteristiche proprie possono provocare ferite letali». Per questo il Codacons ricorda che «da tempo chiede un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi» e sottolinea come «l’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza». twitter@fulviocerutti

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox