3 Marzo 2010

Ennesimo sforamento di Pm10 Verona apre un fascicolo d’ inchiesta

VERONA – A Milano l’ allarme-smog è da poco costato clamorosi avvisi di garanzia al presidente della Regione Formigoni, a quello della Provincia Podestà e al sindaco Moratti: nessuno sconto e tutti indagati nell’ ambito di un’ inchiesta aperta dalla procura meneghina e innescata da una serie di esposti targati Codacons. A Verona gli amministratori pubblici sono «salvi». Almeno per ora. Nel fascicolo d’ inchiesta ufficialmente assegnato lunedì mattina al pm Paolo Sachar, infatti, il procuratore scaligero Mario Giulio Schinaia ha iscritto l’ indagine «contro ignoti». Ciò che non manca nell’ indagine appena avviata dalla magistratura veronese, invece, è l’ ipotesi di reato. Per l’ ormai dilagante emergenza-inquinamento atmosferico, l’ articolo penale contestato dagli inquirenti risulta il 674. A indurre la procura scaligera ad attivarsi contro il problema polveri sottili, è stata una segnalazione urgente dell’ Arpav datata 19 febbraio: nella missiva si denuncia che in terra scaligera è stato raggiunto il 36esimo° sforamento del tetto massimo di Pm10 consentite dall’ inizio dell’ anno (a fronte di un limite massimo stabilito da Bruxelles in 35 superamenti nell’ arco dei dodici mesi). «Di fronte a una segnalazione di tale entità – spiega Schinaia – è stato inevitabile aprire immediatamente un fascicolo d’ inchiesta».

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