Ennesimo record della benzina la “verde” corre verso quota 1,90
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA Terzo giro di rialzi e terzo record nel giro di tre giorni per la benzina. Con il ritocco operato ieri dalla Shell, la verde è arrivata a 1,875 euro al litro, ennesimo massimo storico. Ma aumenti, secondo Staffetta Quotidiana, si sono registrati anche per Eni (il ventiduesimo consecutivo sulla benzina e il sedicesimo per il diesel), Esso, Tamoil e TotalErg. Nonostante il decalogo dell’ Unione petrolifera per risparmiare sul carburante (dal gonfiare le gomme al ridurre l’ utilizzo dell’ aria condizionata), per gli automobilisti sembra esserci ben poco scampo. Ma anche i gestori sono, secondo la Figisc-Confcommercio, ormai «in agonia sotto i colpi dei crescenti costi di gestione, dell’ esaurimento delle linee di credito, della forte contrazione dei consumi». L’ associazione fa dunque appello al governo perchè conceda un po’ di sollievo alle famiglie e alla categoria tagliando le accise e riducendo il carico fiscale, responsabile del 70% degli aumenti dell’ ultimo anno. Dei 30 centesimi in più pagati sul costo dei carburanti, 9 sono infatti dovuti, secondo la Figisc, all’ aumento del petrolio e 21 all’ aumento delle imposte. A guardar bene, nel prezzo della benzina è del resto compreso persino il costo della guerra in Abissinia. Il primo aumento delle accise risale infatti proprio al 1935. Sono poi seguiti ritocchi continui, fino ai cinque consecutivi del 2011 (a cui va però aggiunto anche l’ aumento dell’ Iva al 21% scattato il 17 settembre). Per gli automobilisti c’ è poco da fare , considerando che il costo per fare il pieno lievita di giorno in giorno. Secondo Adusbef e Federconsumatori, rispetto all’ inizio dell’ anno si spendono ogni mese 18 euro in più in rifornimenti. per questo le associazioni tornano con forza a chiedere un intervento per alleggerire il carico fiscale. Parla di «emergenza nazionale» il Codacons che, come unica soluzione, vede solo quella di lasciare la macchina a casa: «I cittadini hanno una sola arma di difesa: ridurre il più possibile l’ utilizzo delle automobili. Solo così sarà possibile evitare una stangata che allo stato attuale supera i 327 euro annui ad automobilista e costringere le compagnie petrolifere a ridurre i prezzi». Teme invece «l’ effetto valanga sulla spesa» la Coldiretti, che ricorda come l’ Italia sia un Paese dove l’ 88% delle merci viaggia su strada. Benzina, trasporti e logistica incidono infatti complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura.
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