ennesima fiammata dei carburanti
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Il rialzo di fine gennaio prometteva una coda ed ecco, puntuale, l’ ennesima fiammata dei carburanti. La benzina verde sfonda il record di 1,8 euro al litro. E il gasolio arriva a quota 1,76. Un pieno arriva così a costare 90 euro, 15 euro in più rispetto a un anno fa quando, per la stessa operazione, bastavano 75 euro. E senza andare troppo lontano, ancora il 23 gennaio, un litro di verde si comprava a 1,75 euro e per un pieno si pagavano 87,5 euro, 2 euro e mezzo in meno di adesso. Il quadro generale lo ha dipinto Staffetta quotidiana che tiene sotto osservazione le principali compagnie italiane. Dopo l’ aumento deciso due giorni fa da Eni, ieri hanno ritoccato i listini anche Esso, IP, Tamoil e TotalErg. Per la prima, lievi rialzi sia sulla benzina (+0,3 centesimi a 1,77 al litro) che sul gasolio (+0,1 centesimi a 1,76). Per IP rialzo sul solo diesel: +1 centesimo a 1,73, mentre Tamoil ha proceduto ad un aumento di 1,5 centesimi su entrambi i prodotti, rispettivamente a 1,801 euro (la punta massima nazionale ) al litro e 1,73 al litro. Infine TotalErg: un centesimo di aggravio su entrambi i prodotti con la verde a 1,79 euro e il diesel a 1,74. Così, a livello nazionale, la verde oscilla tra il minimo di 1,775 euro al litro e il massimo di 1,801, mentre il gasolio è compreso tra un minimo di 1,72 euro e un massimo di 1,739 euro. «Sui prezzi alla pompa ? hanno spiegato gli esperti ? si riversano gli aumenti dei prezzi internazionali che si sono verificati lunedì. E’ stata in particolare la quotazione del gasolio – si fa osservare – a fare un balzo notevole tornando, dopo circa un mese, al di sopra dei mille dollari la tonnellata, mentre la benzina è ormai stabilmente oltre quota mille dal 25 gennaio». Nell’ Italia piegata in due dal gelo, il nuovo balzo in avanti dei carburanti ha infiammato le polemiche. Codacons, infatti, parla di «speculazione da maltempo» a danno degli automobilisti. Una stangata «senza giustificazione rispetto all’ andamento del petrolio o delle quotazioni Platts» che, secondo i calcoli dell’ associazione, si trasferirà sugli automobilisti colpiti da un aggravio medio, su proiezione annua, di 204 euro. Un salasso destinato a scaricarsi anche sulla spesa di tutti i giorni, come fa notare Coldiretti parlando di un aggravio dei costi di 400 milioni per la filiera produttiva. Con conseguenze pesanti sul carrello dei prodotti perché l’ 88% dei trasporti commerciali si sviluppa su strada e il record dei prezzi dei carburanti comporta un inevitabile effetto valanga sulla spesa. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli. Qualche calcolo, su questo aspetto, lo fanno Adusbef e Federconsumatori convinti del fatto che il prezzo della benzina, già cresciuto di 9 centesimi al litro dall’ inizio del 2012, confermando questi ritmi, si ripercuoterà sul settore alimentare costringendo le famiglie a una spesa aggiuntiva di 181 euro. Una prospettiva giudicata intollerabile dalle due associazioni che chiedono al governo di predisporre «un piano di controlli per contrastare in maniera decisa le intollerabili speculazioni che spesso si verificano». Le accuse di speculazione vengono però respinte con forza dai gestori aderenti alla Faib-Confesercenti. In una nota, il presidente Martino Landi invita a indirizzare le lamentele verso le compagnie petrolifere. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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