5 Novembre 2002

Energia: manovre sulla liberalizzazione

Il 1° gennaio prossimo il mercato del gas sarà libero ovvero non sarà più l`Autorità per l`energia a stabilire le tariffe per gli utenti domestici, ma il mercato stesso cioè le aziende di distribuzione.
Il Governo ha finalmente presentato alla Camera il suo disegno di riforma del settore energetico e da quel che si conosce del testo (non ancora ufficiale) sembra che le tariffe sia dell`elettricità che del gas per i consumatori domestici riceveranno una spinta verso l`alto invece che in direzione di una diminuzione. E questo mentre permane una differenza nei prezzi dell`energia nei confronti dell`Europa che fa dell`Italia uno dei paesi più cari per gas ed elettricità.
La fiscalità sui prodotti energetici è sempre ai massimi livelli e non vi è nessun motivo di ritenere che il Governo voglia riformarla.
Nel disegno di riforma del Governo i poteri dell`Autorità per l`energia, garante del mercato e, quindi, anche dei consumatori, vengono diminuiti e ricondotti alla direzione del ministero delle attività produttive.
Dal 1° gennaio il mercato dell`elettricità cambierà e l`Acquirente Unico comprerà l`energia per tutti i consumatori domestici, ma non potrà utilizzare liberamente le importazioni che gli garantirebbero energia alla metà del prezzo a cui viene venduta in Italia E CHE POTREBBE FAR DIMINUIRE LA BOLLETTA PER GLI UTENTI DOMESTICI. Anzi, secondo la riforma del Governo l`ENEL continuerà ad incassare la differenza fra prezzo di importazione e prezzo nazionale. Se questo è l`inizio c`è da domandarsi come farà l`Acquirente Unico a svolgere il suo ruolo a favore dei piccoli consumatori di energia.
Ci sono sufficienti motivi per aprire con il Governo una vera e propria vertenza energia.
L`Intesa dei consumatori, che sta raccogliendo in questi giorni le firme per un disegno di legge di iniziativa popolare che abbassi dal 20% al 10% l`IVA sul gas per usi domestici, ritiene che l`apertura di questa vertenza sia fondamentale per evitare che la liberalizzazione sia il pretesto per far pagare ai consumatori i costi di una concorrenza e di un`efficienza che nel settore energetico ancora non si vedono.

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