13 Dicembre 2019

Energia, la fine del mercato tutelato slitta al 1 gennaio 2022. I Consumatori tirano un sospiro di sollievo

 

Slitta al 1 gennaio 2022 la fine del mercato tutelato per l’energia e l’obbligo del passaggio al mercato libero. Un rinvio di un anno e mezzo, rispetto alla data di luglio 2020 che era stata prevista. La misura è contenuta in un subemendamento dei Cinque Stelle approvato ieri in Commissione Bilancio al Senato. E prevede anche che il Ministero dello Sviluppo economico, sentita l’Autorità per l’energia, stabilisca entro marzo “modalità e criteri dell’ingresso consapevole” nel mercato libero da parte dei clienti.
Energia, tanti ancora nel mercato tutelato

Lo slittamento al 1 gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia fa tirare un sospiro di sollievo alle associazioni dei consumatori e risponde alle perplessità sollevate da più parti su una transizione che vede consumatori e mercato in fondo impreparati al passaggio. Se non altro perché, nonostante le opportunità offerte dalla liberalizzazione ormai da anni, più o meno la metà dei consumatori domestici è rimasta nel mercato tutelato dell’energia.

Lo ha riconosciuto pochi giorni fa la stessa Arera. Per il settore elettrico i dati dell’Autorità per l’energia indicano che il 56% dei clienti domestici e il 43% dei non domestici erano ancora in regime di tutela nel 2018. Anche nel gas naturale, nello stesso anno, il servizio di tutela ha costituito la modalità di fornitura per il 50% dei clienti domestici e per il 43% dei condomini uso domestico.

Federconsumatori: i cittadini siano tutelati

«Una proroga che era nell’aria e che ci aspettavamo da tempo, ma che crea non poco disorientamento per i cittadini, sui quali da anni ormai incombe tale minaccia – ha commentato Federconsumatori – Fin dal primo momento abbiamo contestato tale operazione, proprio alla luce di un mercato libero ancora caratterizzato da numerose criticità, da una scarsa concorrenza, da una ancor più carente trasparenza e da una incontrollata aggressività di venditori non ben definiti».

L’associazione accoglie positivamente la proroga ma denuncia anche che finora il tempo disponibile non è stato usato in modo efficace per fare tutto quello che è necessario a garantire che i cittadini non vengano penalizzati dal passaggio.

Ci sono una serie di misure che Federconsumatori considera fondamentali: definire in modo chiaro e preciso l’albo dei venditori autorizzati a operare sul mercato; «approntare forme di tutela per i cittadini morosi incolpevoli o interessati dal fenomeno della povertà o vulnerabilità energetica, in forte crescita nel Paese»; caratterizzare l’energia elettrica come bene essenziale, con le necessarie misure che impongano più cautela in caso di attivazioni negate o distacchi.

«Infine è improrogabile fornire a cittadini ed imprese informazioni certe su cosa accadrà, al 1 gennaio 2022, ai cittadini che non avranno effettuato alcune scelta, per sottrarli alle narrazioni fantasiose e intimidatorie di venditori che con tale scusa minacciano i cittadini a scegliere la loro offerta – aggiunge Federconsumatori – Ci auguriamo che, nel tempo che ci separa da gennaio 2022 il Governo e gli enti preposti provvedano ad adottare tali provvedimenti indispensabili per regolamentare in maniera equa e adeguata uno dei settori in cui avvengono il maggior numero di irregolarità e abusi nel panorama nazionale».

Di ottima notizia e di “vittoria per i consumatori” parla l’Unione Nazionale Consumatori. Commenta Marco Vignola, responsabile del settore energia UNC: «Sono ancora troppi i clienti nel mercato tutelato, il 56% dei clienti domestici del settore elettrico ed il 50% per il gas, e sono ancora troppi i problemi irrisolti, a cominciare dalla scarsa concorrenza dovuta alle quote di mercato eccessive in mano a pochi operatori per finire con la scarsa consapevolezza dei consumatori».

Codacons: proroga indipensabile

La misura vede «il pieno favore dei consumatori italiani», aggiunge a sua volta il Codacons che richiama l’impreparazione delle famiglie alla fine del mercato tutelato.

Sostiene il presidente Carlo Rienzi: «La proroga al 2022 si rende dunque indispensabile per evitare il caos nel settore dell’energia, ma al tempo stesso il Governo deve studiare misure per guidare le famiglie nel passaggio, evitare rincari sulle bollette luce e gas a danno dei consumatori e punire gli operatori scorretti, che approfitteranno della fine del mercato tutelato per mettere in atto speculazioni».

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