1 Aprile 2010

Energia e trasporti caricano l’inflazione

Redditi, il 50% dichiara meno di 15.000 euro Solo l’1% oltre i 100mila. I poveri sono 10,7 milioni

S pinta dal rincaro del petrolio l’inflazione torna a crescere in Italia passando dall’ 1,2% di febbraio all’ 1,4% di marzo, il valore più alto dal febbraio 2009 dice l’Istat, che ieri ha diffuso l’indagine sui prezzi al consumo. Ma, stando ai dati di Eurostat, siamo sostanzialmente allo stesso livello degli altri paesi della moneta unica dove in media il costo della vita è salito dell’ 1,5%. Rispetto al mese precedente i prezzi nel nostro paese sono cresciuti dello 0,3%, variazione pure in questo caso di rilievo, visto che così alta non si registrava da agosto dell’anno scorso. I tecnici dell’istituto di statistica rilevano inoltre che l’inflazione di fondo tra febbraio e marzo ha subito un leggero incremento passando dall’ 1,3 all’ 1,4%, mentre l’inflazione acquisita per il 2010 si è fissata allo 0,9%.
Insomma, anche se non al galoppo i prezzi ricominciano a correre, ma intanto notizie incoraggianti arrivano dai prezzi praticati dall’industria i quali, sempre secondo l’Istat, a febbraio sono saliti appena dello 0,4% annuo promettendo per i prossimi mesi di contribuire a frenare l’aumento di quelli al consumo. Tuttavia, secondo la stima dell’Isae, l’inflazione «potrebbe subire un leggero aumento» prossimamente per colpa degli energetici che con la ripresa economica dovrebbero rincarare ancora. Il costo dei derivati del petrolio, dunque, ancora una volta lascia un’impronta pesante sui prezzi al consumo, ma anche su quelli alla produzione.
Infatti questi ultimi, cresciuti come accennato dello 0,4%, includono una flessione dello 0,3% dei beni di consumo e una crescita del 5,9% dei beni energetici.
Al contrario i prodotti alimentari in questo periodo contribuiscono a mantenere freddo il costo della vita e prontamente la Confcommercio lo segnala, affermando che «si è consolidata la progressiva tendenza al rallentamento dei prezzi dei beni alimentari» , il relativo capitolo di spesa è infatti cresciuto soltanto dello 0,1% rispetto allo scorso anno. E «le aziende agricole continuano a dare un contributo determinante al contenimento dei prezzi al consumo degli alimentari» commenta la Confagricoltura.
Insomma, il costo della vita riprende a correre spinto soprattutto da trasporti, ma sale anche la spesa per l’abitazione. Il costo del gas, poi, sale da oggi e numerosi altri aumenti sono previsti, così il Codacons parla di pericolo inflazione che, secondo l’associazione dei consumatori, è decisamente sottovalutato dal Governo.
Da segnalare, infine, che l’aumento maggiore è quello dei carburanti con la benzina verde a + 2,7% congiunturale e + 14,7% tendenziale, e il gasolio a + 4, 1% mensile e + 16,4% annuo, mentre scendono le spese per la salute (- 0,3% sul mese) e per le comunicazioni (- 0,1% mensile).
Gli aumenti vanno a colpire un’Italia dove un contribuente su due dichiara di guadagnare meno di 15mila euro all’anno, e due su tre non arrivano ai 20mila. Le cifre, che anticipano le statistiche delle dichiarazioni fiscali sui redditi 2008 ( quelle presentate nel 2009), sono state diffuse ieri dal Dipartimento delle Finanze. Tra i numeri c’è quello dei 418mila ‘ paperoni’, cioè gli italiani che guadagnano più di 100mila euro all’anno: sono l’ 1% della popolazione ma garantiscono il 18% del gettito dell’Irpef. In tutto, gli italiani che guadagnano più di 35mila euro all’anno sono il 13% dei contribuenti, e pagano il 52% dell’imposta. Dalle cifre diffuse delle Finanze risulta che il reddito medio degli italiani è di 18.873 euro, per un imposta netta media di 4.700 euro. Su base regionale la Lombardia conferma il primato per il reddito complessivo medio ( 22.540 euro), mentre all’ultimo posto c’è la Calabria, con poco più della metà del reddito lombardo ( 13.470 euro).
A marzo il costo della vita è salito all’1,4%, dall’1,2% del mese precedente. Più forte la corsa dei listini in Europa, cresciuti dell’1,5%. Alimentari più freddi, pesa il petrolio

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