Energia e mutui tagliano le spese di 3.500 euro
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fonte:
- La Stampa
Fra tante notizie negative, il rallentamento economico ne porta (almeno) una positiva: il potere d’acquisto di chi continua ad avere uno stipendio o una pensione aumenta, perché molti prezzi e tariffe calano. Il ragionamento non vale, ovviamente, nei riguardi di chi (per colpa della crisi) ha perso il posto di lavoro, e neanche di chi non ha un reddito fisso e quindi si trova esposto in pieno alle variazioni negative della congiuntura. Ma tutti gli italiani, anche le ultime categorie citate, potranno beneficiare quest’anno di minori spese per i carburanti, la luce e il gas, e se hanno un mutuo a tasso variabile pagheranno rate meno pesanti. Il Centro studi di Confindustria nell’ultimo rapporto sugli scenari economici stima che una famiglia media potrà risparmiare quest’anno fino a 3.500 euro su queste voci. Cumulativamente si tratta di 16,7 miliardi che gli italiani potranno mettere da parte oppure destinare ad altri acquisti. Trattandosi di un risvolto della recessione e del calo dei consumi, questo beneficio è destinato a svanire quando l’economia ripartirà. Ma per adesso, nella fase peggiore del ciclo, il sollievo per le famiglie è notevole. I fattori determinanti sono due: calo del prezzo internazionale del petrolio e la discesa dei tassi di interesse sui mutui immobiliari. Sono 13,4 i miliardi di euro che risparmieranno gli italiani nel 2009 tra carburanti, gasolio per riscaldamento, elettricità e gas, con un beneficio medio di 546 euro per famiglia. Per essere precisi, il taglio delle spese sulle bollette è sicuro, perché c’è già stato un complessivo -6,8% da inizio anno e si sa che nell’ultima parte avremo altri risparmi quasi automatici, visto che il calcolo delle tariffe di luce e gas viene fatto dall’Autorità di settore sulla base dei sei-nove mesi precedenti, quindi l’onda è lunga e sappiamo (più o meno) in quale direzione si muoverà. Invece per quanto riguarda benzina e gasolio la valutazione è più aleatoria, perché i prezzi dei carburanti sono più nervosi e reattivi: fra i massimi di luglio 2008 e il gennaio 2009 c’è stato un regresso medio dei listini al distributore del 25,7%, ma da gennaio ad aprile si è già avuta una risalita del 3,4% e nessuno può dire per certo quali scherzi ci giocheranno le compagnie petrolifere in futuro. Per esempio, secondo l’associazione di consumatori Codacons si prepara un balzo speculativo dei prezzi della benzina a 1,5 euro per litro in estate, nel pieno delle vacanze, e questo comporterebbe un aggravio medio per famiglia di 300 euro durante l’intero anno. Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, il risparmio si aggirerà sui 4,4 miliardi, di cui 1,1 già ottenuti entro la fine del 2008 e 3,3 miliardi quest’anno. Il risultato deriva dalla discesa dell’Euribor intorno all’1%, mentre era sul 5% e più nell’ottobre 2008. Si tratta, commenta il Centro studi, «di un risparmio nettamente inferiore a quello energetico e concentrato solo nelle famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile, ma comunque notevole». Il beneficio risulterà di 3.065 euro annui, pari a 255 euro mensili, di cui 63 già conseguiti alla fine del 2008 e altri 192 nel corso del 2009. Nonostante i risparmi nell’energia di quest’anno, l’Italia mantiene il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese. Un’analisi condotta dalla Confartigianato rivela che i nostri imprenditori pagano la luce il 38,7% in più rispetto alla media dell’Ue: uno sproposito economico e un grave danno alle capacità competitive delle aziende. Secondo il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, «il pessimo record italiano dipende soprattutto dal mancato completamento della liberalizzazione del mercato dell’energia».
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