4 Aprile 2008

Energia, cortocircuito informativo

La liberalizzazione del mercato ha aperto la concorrenza all’Enel e gli utenti rischiano di rimetterci

La liberalizzazione della vendita di energia, partita il 1 luglio dello scorso anno, ha creato un cortocircuito di informazioni e di proposte del mercato libero che provoca disorientamento nei consumatori. Gli udinesi vengono tartassati da proposte del mercato libero (Enel energia) e spesso sono costretti a ricorre alle associazioni a difesa dei consumatori. L’equivoco nasce dalle siglie: Enel energia ed Enel servizi. Soltanto un udinese su dieci, secondo le stime del Codacons di Udine, è a conoscenza che il servizio a maggior tutela non ha nulla a che fare con Enel energia, anche se hanno lo stesso nome. I telefoni delle associazioni, soprattutto nelle ultime settimane, squillano a spron battuto: dall’altra parte della cornetta utenti smarriti e in cerca di spiegazioni su chi diamine siano le persone che chiamano a casa per proporre contratti spacciandosi per l’Enel "classica".Ambiguità voluta. L’ultimo episodio, che il Codacons definisce "tentativo di raggiro", è accaduto a Claudia Angelini che pochi giorni fa si è sentita offrire dall’Enel un nuovo contratto. "Non era chiaro chi fossero – afferma – e i dubbi mi sono sorti non appena, dall’altra parte, mi hanno chiesto quale fosse il mio numero utente, a questo punto mi sono insospettita".
Il sospetto è diventato certezza "quando ho domandato se chi mi stava contattando fosse la stessa società con cui avevo stipulato il contratto in corso (Enel servizi elettrici, ndr)". La risposta è stata: "Certo". Peccato che, domandando il numero cliente, la controparte si fosse svelata.
"Questi sono raggiri belli e buoni: il mercato libero deve dire che è mercato libero, non può spacciarsi per Enel servizi elettrici", dichiara il legale Nicola D’Andrea, del Codacons, che traccia il parallelismo con quanto è avvenuto nel settore della telefonia: "Purtroppo le liberalizzazioni mal gestite determinano un’aggressione violenta sul mercato che va a discapito delle fasce deboli della popolazione e provoca una mancanza di trasparenza".
Che ci siano problemi viene comprovato anche dalle inserzioni pubblicitarie che Enel Energia sta pubblicando, proprio per chiarire che nessun altro soggetto autorizzato, se non Enel Energia, può spacciarsi per tale e lanciare offerte.
Questo è sicuramente un problema all’interno del mercato libero – osserva il Codacons – ma accanto a questa incrinatura si colloca la mancanza di sufficiente chiarezza nell’esposizione delle offerte libere che non possono assolutamente essere fraintese o assimilate all’Enel-servizi elettrici (ovvero il servizio a maggior tutela il cui prezzo viene fissato, e modificato, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas).
A causare ulteriore confusione nel panorama della moltiplicazione delle offerte è la legittimità dei soggetti titolati all’attività di vendita, chiarisce la Federconsumatori: oltre alle società di vendita che operano solo sul mercato libero e che fanno offerte commerciali, ci sono anche tutte quelle società che operano sia sul mercato libero sia per il servizio di maggior tutela (fanno commercializzazione ma possono anche applicare le condizioni fissate dall’Autorità). Per questo la Federconsumatori di Udine suggerisce massima prudenza: si deve identificare correttamente il soggetto da cui si viene contattati. Chi vuole avere ulteriori informazioni sulle società di vendita, può consultare l’elenco pubblicato su www.autorita.energia.it. Non è però un elenco di aziende certificate – chiarisce Alessandro Ortis, friulano d’origine, presidente dell’Autorità – ma solo uno strumento informativo. All’interno di questo settore, inoltre, c’è un’apposita finestra del consumatore per segnalazioni e messe in guardia. Dalle stime finora eseguite dall’Autorità, si scopre che solo due udinesi su otto scelgono il libero.

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