3 Marzo 2018

ENERGIA: CODACONS NOTIFICA RICORSO AL TAR DELLA LOMBARDIA CONTRO AUMENTI DI LUCE E GAS SCATTATI LO SCORSO 1 GENNAIO

RINCARI DETTATI DA FATTORI SPECULATIVI, CHIESTO A GIUDICI DI SOSPENDERE AUMENTO DELLE TARIFFE

E NEI PROSSIMI GIORNI NUOVO RICORSO CONTRO MOROSITA’ IN BOLLETTA

Il Codacons ha notificato un ricorso al Tar della Lombardia contro gli aumenti delle tariffe luce e gas scattati lo scorso 1 gennaio. Una iniziativa cui seguirà nei prossimi giorni un ulteriore ricorso al Tar in fase di preparazione da parte dell’associazione, e relativo alle morosità sugli oneri di sistema spalmate in bolletta, questione che negli ultimi giorni ha scatenato polemiche e allarme tra i consumatori.
Con il ricorso odierno il Codacons chiede ai giudici lombardi di sospendere la Deliberazione dell’Autorità per l’energia n. 923/2017/R/COM, pubblicata il 28 dicembre 2017 recante “Aggiornamento, dal 1 gennaio 2018, delle componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali e di ulteriori componenti del settore elettrico e del settore gas” e che ha stabilito un aumento del + 5,3% per le tariffe elettriche e del + 5% per il gas.
“L’Autorità giustifica gli aumenti in questione con l’incremento dei prezzi all’ingrosso del gas nei mesi invernali, con i costi per adeguatezza e sicurezza, con la scarsa produzione di idroelettrico a causa dell’estate calda, e con la dispersione nelle reti del Sud – scrive il Codacons nel ricorso – Emerge quindi che i consumatori italiani – oltre alla voce «manutenzione», che insieme alla voce «trasporto, distribuzione e gestione del contatore» vengono caricati in bolletta, con un aumento del 50% negli ultimi 7 anni – d’ora in poi si troveranno obbligati a pagare anche il costo della «dispersione». Da una più approfondita lettura della delibera impugnata, il grosso degli aumenti è dovuto anche ad altre ragioni.
Un “silenzioso” decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, approvato lo scorso 21 dicembre con parere positivo delle commissioni industria di Camera e Senato, ha deciso di fare lo sconto alle imprese energivore, ovvero quelle a forte consumo energetico, riversando i costi sulle famiglie e le piccole-medie imprese. Una motivazione legittima se non fosse che a pagare sono i clienti più piccoli, ovverosia le famiglie italiane e le piccole imprese, su cui si è spostato il carico degli oneri di sistema, una voce che in bolletta si aggiunge al costo dell’energia, e su quell’aumento del 5,3% lo sconto pesa per l’1,9%.
Occorre inoltre evidenziare che alla base degli aumenti deliberati per il settore elettrico e del gas vi sono dei fattori che non corrispondono ai costi reali di approvvigionamento ma a fattori speculativi che ineriscono il settore in questione.
Venendo al caso di specie, una delle voci di aumento in bolletta è da attribuirsi di nuovo all’aumento della componente legata al dispacciamento, nonostante la stessa Autorità abbia riconosciuto di recente come i maggiori costi siano la diretta conseguenza di condotte assunte dagli operatori del mercato all’ingrosso dell’energia potenzialmente suscettibili di manipolare il mercato e alterare i prezzi e, soprattutto, lesive degli interessi dei clienti finali.
Tenuto conto di quanto rilevato, la decisione dell’Autorità di procedere comunque all’approvazione dell’aggiornamento trimestrale impugnato, appare illegittima oltreché inopportuna, lesiva dei principi dettati dal legislatore nella L. 481/1995 che devono ispirare la determinazione della tariffa nel rispetto della concorrenza e nel bilanciamento degli interessi dei soggetti esercenti il servizio e degli utenti e consumatori”. Per tale motivo il Codacons chiede al Tar della Lombardia di sospendere i rincari tariffari scattati lo scorso 1 gennaio.

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