25 Giugno 2002

Enel-Infostrada, il dossier torna all?Antitrust

Resta però congelata la vendita dell?ultima Genco. Scaroni chiederà un incontro per «rilanciare il dialogo con l?Authority»


Enel-Infostrada, il dossier torna all?Antitrust


Il Consiglio di Stato annulla la decisione del Tar che bocciava i vincoli imposti dal Garante




ROMA – E ora ci sarà un nuovo round: per mettere una parola definitiva all?acquisizione di Infostrada da parte dell?Enel ci vorrà ancora del tempo. Ma con ogni probabilità il gruppo elettrico non dovrà vendere altri impianti per poter operare nel settore delle telecomunicazioni. A riaprire la vicenda è stato ieri il Consiglio di Stato che da una parte ha accolto il ricorso dell?Antitrust contro la sentenza del Tar che aveva dato via libera all?operazione. E dall?altra ha dato torto alla stessa Autorità presieduta da Giuseppe Tesauro per quanto attiene alle condizioni poste all?acquisto, prima fra tutte l?obbligo per l?Enel di vendere 5.500 megawatt di potenza elettrica installata. La notizia, diffusa nella mattinata, è rimbalzata subito in Borsa penalizzando il titolo Enel che ha chiuso in flessione del 9,65% a un prezzo di riferimento di 5,607 euro. Sulle quotazioni ha inciso per gran parte lo stacco della cedola ma la decisione del Consiglio di Stato ha pesato almeno per un 3-4%. I giudici di Palazzo Spada hanno diffuso solo il dispositivo della sentenza, articolato e difficile da interpretare. Bisognerà aspettare le motivazioni per capire quali saranno le effettive conseguenze. Per ora emergono solo alcuni punti chiari. Il primo è che nell?accogliere l?appello dell?Antitrust il Consiglio di Stato ha confermato il diritto dell?Autorità a dichiarare la posizione dominante dell?Enel sul mercato elettrico, che era stato negato dal Tar. Il secondo è che i giudici hanno censurato le condizioni poste dall?Autorità per dare via libera all?operazione, e cioè in pratica la vendita di una quarta Genco, cioè una società con impianti da 5 mila 500 megawatt. Il terzo è che l?Antitrust potrà riaprire il dossier per valutare altre misure.
Non è invece chiaro, posto che l?acquisizione di Infostrada resta comunque valida, se le eventuali misure dell?Antitrust potranno ancora riguardare la capacità produttiva dell?Enel oppure dovranno magari porre paletti all?attività del gruppo guidato da Paolo Scaroni nelle telecomunicazioni. Se cioè la vendita di altri impianti, dopo quelli delle tre Genco imposta dal decreto Bersani, sia stata giudicata solo eccessiva per dimensioni, tempi e tipologia oppure del tutto impropria. L?interrogativo non è di poco conto soprattutto nella prospettiva di un collocamento sul mercato della seconda tranche del capitale dell?Enel da parte del ministero dell?Economia che richiede certezza sugli asset del gruppo elettrico.
Il riferimento contenuto nel dispositivo alla possibilità «di nuovi provvedimenti dell?Autorità Garante per la Concorrenza e il mercato» legittima in ogni caso l?Antitrust a riaprire il dossier Enel-Infostrada e quindi a decidere nuove o più contenute condizioni a carico del gruppo elettrico. Tesauro potrebbe anche ripescare nel ventaglio di possibili misure emerse durante l?istruttoria sull?operazione. Dal contatore unico, proposto dagli uomini dell?Antitrust, ai paletti indicati dallo stesso Enel: l?impegno per tre anni a vendere disgiuntamente ai clienti idonei (imprese) i servizi Wind e l?elettricità nonché la separazione contabile e di marketing delle due società.

Nel frattempo l?Antitrust accoglie con soddisfazione la conferma della posizione dominante di Enel che salva gli altri procedimenti avviati a carico del gruppo. «E? ciò che sostengo da sempre», ha affermato il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano.

L?Enel considera a sua volta positivo l?azzeramento delle condizioni imposte dall?Autorità e Scaroni, intenzionato ad «aprire una nuova stagione di dialogo», ha fatto sapere che chiederà un incontro con Tesauro. Il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, ha infine affermato che «non ci sono motivi di preoccupazione perché non dovrebbero esserci conseguenze sull?attuale assetto Wind-Infostrada», operazione che resta valida anche perché il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di annullamento chiesta dal Codacons.

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