10 Maggio 2015

Enel vs Hera, la disfida del porta a porta Raffica di cause contro gli agenti aggressivi

Enel vs Hera, la disfida del porta a porta Raffica di cause contro gli agenti aggressivi

Hanno tra i 20 e i 30 anni, i modi gentili che all’ occorrenza diventano decisi. Suonano al campanello, casa per casa, propongono nuovi pacchetti con tariffe più vantaggiose per luce e gas. Fino alla domanda finale: «Mi fa vedere la sua ultima bolletta?». È a questo punto che può scattare il tiro mancino. Gli agenti fotografano al volo con un telefonino i dati del cliente: nome, cognome, codice fiscale. Tanto basta per fare scattare il passaggio da una compagnia all’ altra per le forniture di energia elettrica e gas senza che il malcapitato utente abbia mai dato il suo consenso. Le conseguenze sono sgradevoli: a volte il cliente si ritrova con un doppio contratto (quello vecchio e quello nuovo) e doppie bollette, altre volte le nuove tariffe si rivelano abnormi. Casi del genere si sono moltiplicati negli ultimi anni, a Bologna e in tutta l’ Emilia-Romagna, dove Enel ed Eni stanno cercando di rosicchiare fette di mercato dell’ energia al colosso Hera. La concorrenza ha avuto come effetto collaterale (benefico) una moltiplicazione dei piani tariffari. L’ altra faccia della medaglia è una campagna sempre più aggressiva, condotta porta a porta dagli agenti per convincere i clienti a passare da una compagnia all’ altra. E quando il «passaggio» con le buone, può scattare il raggiro. Incredibile il caso di Modena, dove, racconta l’ ufficio legale del Codacons, l’ associazione di difesa dei consumatori, il transito da una compagnia all’ altra è stato fatto firmare a una persona morta 10 anni prima. Non è l’ unico episodio di cui si è occupato l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente regionale e vicepresidente nazionale del Codacons: «Sono cose che capitano spesso – dice Barbieri – soprattutto da quando la ricerca di nuovi clienti è affidata ad agenti che guadagnano a provvigione. Sono loro che chiedono ai potenziali clienti le vecchie bollette per appropriarsi dei dati personali. I gestori non hanno la certezza che molti nuovi contratti sono frutto di altrettante truffe: la colpa è dell’ agente ma le compagnie troppe volte tollerano atteggiamenti aggressivi». Le cause che finiscono in tribunale sono solo la punta di un iceberg. «Chi volesse ricorrere alle vie legali – dice Barbieri – deve chiedere alla società il nome dell’ agente che ha comunicato la presunta volontà del cliente di passare da una società all’ altra. A quel punto si chiede di annullare il nuovo contratto e si sporge denuncia nei confronti dell’ agente chiedendo un risarcimento danni». Consapevole del fenomeno è anche Enel, che, solo a Bologna, si è affidata a 5 agenzie interinali per procacciare nuovi contratti. Interpellata, Enel spa ha consegnato al Corriere di Bologna una nota in cui si spiega che la società « utilizza un’ apposita rete di vendita, per contattare i clienti tramite i canali del porta a porta e proporre le nuove offerte». «I consulenti e le agenzie partner – spiega Enel – sono tenuti al rispetto di un codice di comportamento le cui violazioni sono sanzionate con severe penali o con la risoluzione del contratto per prevenire comportamenti poco corretti e trasparenti». Pierpaolo Velonà.

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