14 Giugno 2017

In Emilia Romagna battaglia sull’ obbligatorietà nelle scuole

La legge regionale dell’ Emilia Romagna sui vaccini obbligatori non sarà per il momento sospesa. Ad annunciarlo è stato il Tar che ha rinviato la decisione sui ricorsi di una trentina di famiglie e del Codacons contro la norma regionale. Il pronunciamento del tribunale amministrativo, secondo quanto riferisce la Regione, è infatti slittato al 17 ottobre, dopo aver ricevuto dal ministero della Salute la relazione sulla divisione di competenze tra ministero stesso, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni in ordine all’ assenza in commercio del solo vaccino monodose antidifterico, relazione richiesta nella seduta del 5 aprile scorso (Il Codacons, si ricorda, chiede che i cittadini siano messi ‘in condizioni di rispettare la legge’ senza altro aggiungere, e cioè di poter vaccinare i propri figli con i 4 vaccini obbligatori senza dover per forza abbinarli ad altri vaccini). Ma, spiega la Regione, “dopo la de cisione del Governo di estendere l’ obbligo vaccinale a livello nazionale, i quattro vaccini resi obbligatori dalla legge regionale sono tutti disponibili nella dose unica esavalente, che contiene anche pertosse e haemophilus influenzae di tipo B”. Resta quindi in vigore la legge regionale sui vaccini obbligatori per l’ iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, per i bambini da 0 a 3 anni. A manifestare contro la norma regionale proprio ieri a Bologna sono state alcune famiglie guidate consigliere comunale di Cesena Giorgio Gustavo Rosso, ex del Movimento 5 stelle ora appartenente al gruppo misto. “Sono sano perciò sono pericoloso”; “Il corpo è inviolabile”; “La libertà non è un’ opinione”, sono alcuni degli striscioni esposti dai manifestanti che criticano non solo la scelta della Regione ma anche quella del Governo, che con il decreto Lorenzin ha voluto rendere obbligatori.

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