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23 Dicembre 2018

Emil Banca, la sfida «etica» I numeri del credito cooperativo

il direttore generale ravaglia: «va bene l’ home banking ma servono le persone»
È «innamorato delle casse rurali», Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca. La sua storia inizia nel 1972 quando fu assunto alla Banca del Monte di Bologna e Ravenna. «Mi chiamavano “ragazzol”, se restavo finivo in Unicredit», ironizza quasi a sottolineare la differenza fra le banche commerciali e quelle di credito cooperativo. In Emil Banca parte da Monzuno: «Ero il lavoratore numero 7». Dopo 40 anni, la cifra si è centuplicata: «Oggi i dipendenti sono 700». Mentre gli altri istituti chiudono sportelli, Emil Banca annuncia per gennaio una filiale al Caab. Emil Banca ha appena votato l’ ingresso in Iccrea. Cosa cambierà? «Resterà immutato il rapporto con soci e comunità locali. Iccrea, quarto gruppo bancario nazionale, ci rafforzerà in stabilità ed efficienza. Abbiamo i conti in ordine, saremo autonomi. La capogruppo, una società per azioni, sarà controllata da noi banche cooperative. L’ unico rischio è che prendano il sopravvento finanza e profitto». Il segreto della vostra crescita? «Emil Banca è vicina al territorio. Una banca etica che non vende diamanti, non “dà bidonate”, lascia gli utili alla comunità e promuove cultura e sport. Cresciamo grazie al passaparola. Siamo l’ unico istituto in Italia ad avere un rating sociale e siamo segnalati dal Codacons come banca di cui fidarsi. Abbiano 90 filiali in sei province e 29 comitati soci. Dormire sereno perché lavoro nell’ interesse del cliente mi dà la carica per fare ciò che amo». Un’ indagine First Cisl denuncia la chiusura di 355 di filiali in regione. Come valuta il fenomeno? «C’ è stato un boom di filiali perché le banche quotate in Borsa sono valutate anche per il numero degli sportelli. Ora, per mancanza di redditività, si chiude. Siamo in controtendenza: abbiamo chiuso solo un paio di filiali e in territori piccoli dove non avevano senso troppi istituti. L’ home banking ha rivoluzionato il mercato. Ci doteremo di un’ app per fare le operazioni dallo smartphone. Resto convinto che ai clienti serva la presenza fisica. Siamo nati in montagna, non rinneghiamo la nostra storia». Con che numeri chiude il 2018? «Con un utile di quasi 8 milioni di euro, 8mila nuovi conti correnti, 2mila nuovi soci e 400 milioni di prestiti a piccole medie imprese e famiglie. Piccola l’ entità del credito erogato: 4200 operazioni sotto i 100mila euro, 700 mutui per la prima casa per un valore di 80milioni. I crediti alle imprese sono aumentati del 18% , ai privati del 34%». Bper acquisirà Unipol Banca. Cosa ne pensa? «Dubito che l’ operazione sarebbe stata impostata se UnipolSai non era azionista al 18% di Bper. Da tempo Unipol vuole liberarsi di una banca poco redditizia e dedicarsi alle assicurazioni». Emil Banca è socia all’ 1,3%, che dice di BolognaFiere? «Bologna non può restare sola, serve respiro internazionale. Credo che la holding regionale non si farà: guai a escludere alleanze come quella con Milano».
alessandra testa

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