17 Maggio 2019

«Emil Banca, crescita e fiducia»

bilancio positivo. il direttore ravaglia: sosteniamo pmi e famiglie
BOLOGNA CRESCITA e fiducia. Le due parole d’ ordine per Emil Banca, reduce da un 2018 col segno più in tutti i principali indicatori. L’ utile netto si attesta a 11,3 milioni di euro (+35%), raccolta a 5 miliardi (+1,4%) e impieghi a 2,7 miliardi (+5,6%) trainati dall’ andamento positivo dei mutui casa (+18% di importo liquidato rispetto al 2017). Calano, invece, le sofferenze. Il bilancio sarà sottoposto al giudizio degli oltre 47 mila soci domenica in assemblea a Casalecchio (Bologna). Emil Banca, a seguito delle aggregazioni con Banco Cooperativo Emiliano, Banca di Parma e Bcc Vergato, è diventata una delle più grandi banche di credito cooperativo d’ Italia con 89 filiali distribuite tra Bologna, Reggio Emilia, Parma, Modena e Ferrara, più una a Mantova. «Il territorio impara a conoscerci e ci dà più fiducia» la sintesi del direttore generale Daniele Ravaglia. Direttore, quello chiuso al 31 dicembre scorso è il bilancio del primo anno di attività a pieno regime: le aggregazioni hanno dato i risultati sperati? «I dati dimostrano che le scelte compiute sono state più che lungimiranti. E oggi vantiamo una solidità patrimoniale invidiabile». Un 2018 di crescita, dunque. «Siamo riusciti a mettere a valore le aggregazioni dell’ anno precedente. Mi piace ricordare due dati: 10mila conti correnti nuovi, 2.124 soci entrati. Vuol dire che abbiamo ottenuto fiducia sia nelle nostre zona storiche di appartenenza, sia in quelle nelle quali ci stiamo sviluppando». Eppure siamo in un periodo in cui la fiducia nelle banche non è certo ai massimi livelli: quale è la vostra ricetta? «Abbiamo superato il miliardo di euro in erogazioni dirette e con la capogruppo. Se consideriamo solo le prime, parliamo di 873 milioni di euro con 8.500 finanziamenti: sosteniamo Pmi, famiglie, commercianti, artigiani. Ovvero coloro che sono meno assistiti dal resto del sistema». Come si guadagnano nuovi clienti in uno scenario di notevole concorrenza? «Noi miriamo a una relazione trasparente con la clientela. Siamo una banca di credito cooperativo e rispondiamo alle esigenze economica del territorio, il nostro obiettivo non è massimizzare l’ utile. Solo noi e Banca Etica, che si è aggiunta successivamente, abbiamo ottenuto un rating sociale. E abbiamo un tasso di reclami molto basso, tanto che siamo stati scelti dal Codacons come unico istituto di credito segnalato per trasparenza nei confronti dei clienti. Che oggi sono 158mila». L’ attenzione alle startup ha sempre costituito un tratto distintivo. Continuerà a esserlo? «Certo. L’ anno scorso abbiamo aperto 639 rapporti con nuove aziende. In quel caso bisogna finanziare l’ idea, non la solidità economica. E ci vuole coraggio». Quali aspettative per il 2019? «È partito bene per noi, addirittura meglio del 2019. Le famiglie si fidano di noi. Continuiamo a crescere». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giuseppe catapano

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