17 Gennaio 2018

«Emergenze sanitarie aggravate dal nuovo piano di riordino»

Aumenta il prezzo per il servizio notturno nelle farmacie da 3,87 a 7,50 euro e si scatena la polemica. L’ aggiornamento tariffario in vigore su tutto il territorio nazionale ha provocato reazioni indignate dei consumatori dal sud al nord Italia. Il cambiamento ovviamente è arrivato anche a Taranto e nel capoluogo ionico non sono mancate le lamentele. Che piaccia o meno, nell’ anno 2018 la polemica spesso viaggia sul web, come mostra la seguita pagina Face book “Taranto è lui” che conta oltre 48.300 utenti. Qualche giorno fa la community ha pubblicato l’ avviso dell’ ordine dei farmacisti di Taranto in cui si informa che durante le ore del servizio notturno dopo la chiusura serale delle farmacie, dalle ore 22, compete al farmacista un diritto addizionale di 7,50 euro. «Fanno sempre pressione sulle necessità primarie del popolo, sulle cose di cui non si può fare a meno», «essere malati è diventato un lusso», «ci stanno ammazzando», «vergogna»: è questo il tenore di numerosi commenti. L’ ultimo aggiornamento risaliva al 1993. A quanto ammonta l’ aumento dei farmaci acquistati nell’ orario notturno? Il diritto addizionale è stato rivalutato a 7,50 euro per le farmacie urbane (che si trovano in Comuni o centri abitati con una popolazione superiore ai 5mila abitanti) e per quelle rurali non sussidiate (dove la popolazione non è superiore ai 5mila abitanti), fino ad arrivare a 10 euro per le farmacie rurali sussidiate (con meno di 3mila abitanti). Il decreto a firma del ministro della Salute Beatrice Lorenzin è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 25 ottobre 2017 e ha attirato l’ attenzione anche di Coda cons e Articolo32. Le due associazioni hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per annullarlo. Sul sito del Codacons il decreto in questione è stato definito: «Un provvedimento del tutto sbagliato, lesivo dei diritti dei consumatori, che rappresenta un regalo alle farmacie e non tiene conto dell’ aumento dei profitti per i farmacisti negli ultimi anni e dell’ incremento del consumo di farmaci da parte dei cittadini». Tra le polemiche social nella community tarantina c’ è anche chi non si scandalizza per Torna a battere sul piano di riordino ospedaliero il consigliere regionale Mino Borraccino (Liberi e Uguali), con particolare riferimento alla situazione che si sta determinando a Taranto e provincia. «Le emergenze sanitarie in Puglia – dice Borraccino -, troppe di questi tempi, evidenziano le macroscopiche lacune strutturali cui è stato sottoposto il sistema sanitario, completamente impreparato a gestire l’ organizzazione, soggetta ad adeguarsi a carenze ed interpretazioni. Si è proceduto unicamente a chiudere ospedali senza costruirne di nuovi. I posti letto che si potevano attivare, circa mille, e che invece si è deciso di non fare, sono l’ emblema di questa situazione in cui si incrociano il futuro “San Cataldo” di Taranto e il vecchio “San Marco” di Grottaglie. Mentre per il primo la data, non di apertura ma d’ inizio lavori, purtroppo continua a slittare a data da definirsi, il secondo, che risultava “sospeso nelle sue funzioni” dal Piano regionale di riordino sino ad apertura del nuovo ospedale, è stato sistematicamente svuotato di personale e di strutture in modo tale da farlo crollare un pezzo alla volta, demotivando il personale, inducendolo a chiedere il trasferimento, non sostituendo quello andato in pensione, privandolo delle attrezzature necessarie al lavoro minimo quotidiano, lasciando credere ai pazienti che tutte le attività siano state ormai sospese, sino alla recente delibera di trasformazione in presidio per riabilitazione». Borraccino: «È indubbia l’ importanza del nosocomio di Grottaglie nel Poc di Taranto, la cui attività quotidiana è ormai drammatica, poichè si regge quasi esclusivamente sullo spirito di sacrificio e di abnegazione del personale sanitario che vi opera con dignità. Qui sta il fallimento di Emiliano!». Poi il consigliere regionale aggiunge: «Dopo la decisione presa per Grottaglie, circa la trasformazione in centro di riabilitazione, con la conseguente volontà di chiudere i reparti di Medicina, Chirurgia e Ortopedia, l’ emergenza-inverno ha portato il reparto di Medicina di Taranto ad avere il doppio dei pazienti ricoverati, come accade ormai quasi quotidianamente, e a dirottare gli altri ricoveri a Grottaglie, sfruttando i posti letto dell’ Ortopedia. Tutto questo conferma pienamente quello che, a livello regionale, da due anni denunciamo come Sinistra Italiana, e che Emiliano fa finta di non vedere, ovvero l’ insufficienza di posti letto in molte province, soprattutto a Taranto, senza menzionare i problemi di assistenza, dato che i medici dei due reparti di Medicina e Lungodegenza di Grottaglie sono solamente quattro, essendo stato spostato a Taranto l’ unico medico assunto a tempo determinato, inoltre la notte c’ è un solo medico, che spesso lavora anche di giorno, occupandosi di pazienti anziani, cronici e acuti in tre reparti diversi e su due piani. Situazione davvero ingestibile, già in situazioni di normalità, di un settore delicato quale quello sanitario soggetto a continue emergenze, dove non basta neanche chiamare il reperibile come ha previsto la Direzione Sanitaria. Immaginiamo lo stress cui sono sottoposti i medici costretti, parrebbe alla stessa violazione della legge, a turni massacranti ben oltre le ore previste. Ci riferiscono che altrettanto drammatica è la situazione dell’ Ortopedia, dove a volte si visitano i pazienti su barelle, per mancanza di lettini, con attrezzature di fortuna e praticamente al buio per mancanza di lampade adatte». Borraccino sottolinea: «Il Day -Service non è mai stato regolamentato, nè tanto meno è partito, per i due reparti chirurgici, mentre il SS. Annunziata di Taranto può operare solo i grossi tumori e che i tarantini in taluni casi sono costretti a rivolgersi fuori provincia, spesso a Matera, per interventi chirurgici di ernia o per fare una risonanza magnetica in tempi accettabili. Sempre a Grottaglie, le tre sale operatorie, moderne e a norma, con soli due medici anestesisti, sono sottoutilizzate». C’ è poi il caso del Giannuzzi: «Altro scempio a Manduria dove le più moderne apparecchiature di risonanza magnetica di tutta l’ Asl non vengono utilizzate a dovere a causa della mancanza di medici radiologi. Tutto ciò provoca l’ emergenza! O meglio ciò che sta accadendo in emergenza sarà la reale routine quotidiana dopo la sciagurata trasformazione del “San Marco” di Grottaglie, dato che anche l’ accordo con l’ Università, che avrebbe dovuto portare a Grottaglie specializzandi e ricercatori, pare sia stato accantonato e sembra che l’ unica decisione presa sia la trasformazione definitiva in ambulatori del Distretto. Questo mentre il Pronto Soccorso di Taranto scoppia, con file di ambulanze e di pazienti in attesa e quello di Grottaglie trasformato in Posto di Primo Intervento. Anche se ancora nessuno ha capito, o meglio fa finta di non capire, a cosa servono i Ppi che comunque per lo Stato Italiano saranno tutti chiusi entro il 2018». Poi Borraccino conclude: «Vorremmo sapere cosa pensa il presidente/assessore Emiliano che, dopo aver ultimato i lavori per aprire la Pneumologia all’ Ospedale Nord, ha dato inizio a nuovi lavori, ridimensionando l’ Ortopedia del “SS. Annunziata” per fare posto alla Geriatria che si sarebbe potuta invece allocare a Grottaglie. Di tutto questo ha idea Emiliano di cosa voglia dire e in cosa si tradurrà nell’ ennesima perdita di posti letto? Un disastro annunciato».

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