Emergenza smog, Milano si ferma piano nazionale contro le «polveri»
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fonte:
- Il Mattino
alta tensione tra il comune e il pirellone: «maroni smetta di blaterare»
Claudia Guasco MILANO Se di smog non si morisse, la questione potrebbe essere derubricata a una delle tante diatribe politiche. Il Comune di Milano accusa la Regione Lombardia. La Regione replica che il blocco del traffico non serve a nulla – anzi, fa solo danni – e che della questione si deve occupare la Commissione europea e lo Stato. E il governo, in attesa del vertice straordinario convocato per domani, lascia liberi tutti. Che significa: per ridurre i tassi d’ inquinamento stellari ciascuna città fa ciò che meglio crede. A Roma e Bergamo targhe alterne, blocco totale a Milano e Pavia, Firenze chiude il centro. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ammette che c’ è un po’ di confusione: «Bisogna cercare tutti insieme di uscire dagli interventi emergenziali e costruire interventi di medio e lungo periodo. Bisogna coordinare le azioni e fare il possibile perché istituzioni locali, regioni e governo abbiano un unico piano d’ azione». La limitazione del traffico, nelle sue varie sfumature, è partita ieri e già da oggi si potrà valutare l’ impatto. Nei giorni dopo Natale la circolazione è stata meno intensa, eppure l’ aria non ha tratto beneficio: il 27 dicembre a Milano lo sforamento di pm10 oltre la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo è avvenuta in tre centraline (su otto), a Roma in due (su tredici). Sugli effetti salvifici dello stop alle auto il governatore lombardo Roberto Maroni è scettico: «È una misura efficace? I miei tecnici mi dicono di no, perché alle fine del blocco c’ è un picco di inquinanti maggiore rispetto al giorno prima». Ciò che serve, dice, sono «misure strutturali: molte ne abbiamo prese e se si guardano i tassi di inquinamento di dieci anni fa, le polveri sottili superavano i 200 microgrammi». Certo, aggiunge, è necessario fare di più e non da soli: «La Pianura Padana ha una specificità unica in Europa, la Commissione europea deve riconoscerlo e prendere provvedimenti adeguati». Parole che mandano su tutte le furie il sindaco Giuliano Pisapia. «Alla Regione chiediamo di smetterla di blaterare e di fare finalmente qualche intervento su scala più ampia», sbotta. Azioni parziali o addirittura inefficaci come, sostiene Sel, le targhe alterne a Roma. Per il presidente Paolo Cento «il governo Renzi è inadempiente di fronte all’ allarme smog», che richiede scelte drastiche. «Chiediamo la programmazione di due settimane di blocco della circolazione del traffico privato nella Ztl, la riduzione nel periodo di blocco del costo dei taxi, le colonnine per le ricariche delle auto elettriche e un piano straordinario del trasporto pubblico». Nota dolentissima, quella della rete urbana della Capitale, anche per il Codacons, che ha deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato. «Se il piano sulla mobilità fosse stato attuato, molto probabilmente oggi non si vivrebbe l’ emergenza smog – dice il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – Perciò abbiamo presentato un ricorso al Consiglio di Stato». Secondo i dati forniti dall’ Amat, l’ Agenzia mobilità ambiente e territorio, il traffico veicolare a Milano e provincia incide sull’ inquinamento per circa il 50% mentre gli impianti di riscaldamento per il 22%, un modello esportabile su scala nazionale nelle grandi città. Per questo, sostiene il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, il piano antismog che verrà elaborato con il governo deve prevedere «maggiori risorse per il trasporto pubblico green, investimenti su materiale rotabile e metropolitana, nonché l’ accesso ai fondi europei destinati al risparmio energetico». Oltre a soglie di allarme «con prescrizioni automatiche», dal «blocco delle auto più inquinanti» fino a uno stop «su aree più vaste, comprese tangenziali e autostrade». Nel frattempo Legambiente anticipa il suo rapporto sulle città più inquinate d’ Italia. Frosinone è testa alla classifica, nel 2015 le polveri sottili hanno superato per 110 volte i 50 microgrammi per metro cubo. Seguono Milano con 86 giorni, Torino con 73, Napoli con 59 e Roma con 49 giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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