14 Maggio 2003

Emergenza sars, intervengono le regioni

Emergenza sars, intervengono le regioni



Il ministro della salute Sirchia incontra l`ambasciatore cinese e ripete: “Situazione sotto controllo“. Intanto però negli aeroporti minori mancano mascherine e termometri. I ristoratori: “Affari diminuiti del 40%“.




ROMA ? Emergenza Sars, la palla passa alle regioni. Domani (mercoledì 13 maggio) il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, assieme alla task force di esperti del ministero e al commissario straordinario della Protezione civile Guido Bertolaso, incontreranno gli assessori regionali alla sanità con i quali si metteranno a punto tutte le fasi del piano nazionale contro l`epidemia. Intanto la situazione in Italia, ha affermato il ministro, è sotto controllo (nessun nuovo caso) “anche se è necessario che anche gli altri paesi vigilino“. Da ieri è entrato in vigore il decreto legge approvato dal consiglio dei ministri il 9 maggio, sulla prevenzione della Sars. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede tra l`altro la misurazione obbligatoria della temperatura corporea per i passeggeri provenienti da aree a rischio individuate dall`organizzazione mondiale della sanità, e se necessario, misure di isolamento delle persone con sospetta Sars.

Oggi poi Sirchia ha nuovamente incontrato l`ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Wendong Cheng per fare il punto sulle misure messe in atto dal governo di Pechino. Tema del mini-summit era quella di avere la certezza sui controlli effettuati nei viaggiatori in partenza dalla Cina e diretti verso destinazioni europee e italiane. L`incontro è stato definito dal ministro “soddisfacente“, viste le assicurazioni sulle misure messe in atto. In particolare, tutte le compagnie aeree che effettuano voli dalla Cina impongono ai passeggeri di riempire un modulo contenente informazioni sulle condizioni di salute e li sottopongono a misurazione della temperatura. L`ambasciatore da parte sua ha assicurato: “Nessun passeggero sospetto di Sars sale in aereo e le misure per garantire la sicurezza e la salute dei passeggeri sono state estese anche all`interno del territorio cinese, per cui qualsiasi abitante di Pechino che voglia recarsi in una zona rurale deve essere sottoposto a misurazione della temperatura corporea“.

Le misure preventive contro la polmonite atipica dovranno essere adottate in tempi brevi anche nei piccoli aeroporti. Che dovranno munirsi di medici, mascherine e percorsi speciali per controllare i passeggeri che giungono dalle zone a rischio attraverso voli non diretti. Organizzarsi in vista dell?applicazione delle misure anti-Sars, però, crea qualche problema. Mancano le mascherine, che dovranno essere richieste alla Protezione Civile. In alcuni casi si devono ancora nominare i medici, o provvedere al rinforzo del personale sanitario. E? il caso dell?aeroporto di Torino. Nell?aeroporto milanese di Linate la mancanza di personale potrebbe rendere difficili i controlli. A Bari mancano sia le mascherine sia i medici.

Segnale che la tensione rimanga alta è testimoniato anche dalla “colazione di amicizia e solidarietà nei confronti della comunità cinese“ fatta dal sottosegretario agli esteri Margherita Boniver con i ristoratori dagli occhi a mandorla. “Nei vostri locali – ha detto – si mangiano cose deliziose e non si rischia in alcun modo di contrarre la Sars“. Proprio in Italia, più che in altri paesi europei, si registra un calo significativo delle presenze, che al nord raggiunge in media il 10-15% con punte negative del 40%. Fang Hui Quing, proprietaria di un`attività del centro storico della Capitale, testimonia: “La situazione è preoccupante. Il locale, che può accogliere fino a 200 clienti, lavora adesso con appena dieci persone a sera“, ha detto con toni molto preoccupati. Ho dovuto licenziare nove dipendenti, sono rimasta sola con il cuoco e una persona in sala“.

Esempio della “psicosi“ diffuso è quanto accaduto proprio a Roma, alle 14, nei pressi di piazza Esedra, sulla linea 492 dell`Atac, dove una donna insieme con altri passeggeri ha preteso che venisse spento l`impianto di climatizzazione dell`autobus “per paura del virus Sars“ e i passeggeri appoggiano l`iniziativa. Il Codacons che ha denunciato il fatto “dimostra quanto sia sentita dai cittadini la paura della polmonite killer in una metropoli multietnica come Roma, e quanto sia più che mai attuale il problema del controllo dell`aria condizionata nei locali e sui mezzi pubblici, su cui ci si attende un intervento deciso da parte del ministero della Salute“.


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