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20 Giugno 2019

Emergenza rifiuti: a Roma c’ è “pericolo di epidemia”

 

A Roma c’ è «pericolo di epidemia». È scritto proprio così nell’ esposto che il Codacons intende presentare alla Procura contro il Comune a guida Raggi. E all’ Ama, la municipalizzata romana dei rifiuti che ha un Cda nuovo di zecca (hanno accettato le nomine il presidente Luisa Melara, l’ ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri) ma è ancora sommersa dall’ emergenza. Quella che si vede o meglio si sente ogni giorno nelle strade e nei marciapiedi della Capitale invasa sia in centro che in periferia da sacchi di “monnezza” a cielo aperto. Elementi oramai fissi di arredo urbano che si fanno notare ancor di più a 30 gradi e oltre. Quando l’ odore diventa davvero nauseabondo e non si respira più. Il Codacons: “Il caldo accelera i processi di putrefazione con rischi seri per la salute” «Dalla Garbatella alla Tuscolana, passando per zone centrali come Prati, le strade della Capitale sono invase di spazzatura che rimane giorni e giorni sotto al sole cocente senza essere rimossa -spiega Carlo Rienzi presidente della storica associazione dei consumatori che ha chiesto anche alle Asl capitoline di mappare le vie più a rischio per poter tutelare i cittadini-. La presenza di rifiuti organici, unitamente alle temperature elevate registrate negli ultimi giorni a Roma, rappresentano un mix pericolosissimo, perché il caldo accelera i processi di putrefazione attirando insetti, ratti, gabbiani e altri volatili, con conseguenti rischi igienico-sanitari per la popolazione». «Il percolo di diffusione di batteri è molto elevato -sottolinea Rienzi- e riguarda in particolar modo bambini, anziani e chi abita a ridosso dei cassonetti dell’ immondizia ed è costretto a respirare miasmi nauseabondi». Per la sindaca non c’ è emergenza rifiuti Eppure a sentire la sindaca Virginia Raggi l’ allarme sarebbe ingiustificato: «La notizia di una presunta “emergenza” non trova fortunatamente alcun fondamento- ha scritto qualche giorno fa su Facebook, postando foto di cassonetto vuoti di fronte ai principali ospedali romani-.In questi giorni in alcune aree della città il servizio di raccolta dei rifiuti non ha funzionato correttamente. Ma Ama sta lavorando affinché tutte le criticità che si sono verificate si risolvano rapidamente». «Un guasto al nastro trasportatore del Tmb di Rocca Cencia, poche settimane fa, ha portato ad un rallentamento di circa 750 tonnellate di rifiuti in meno al giorno -ha aggiunto-. A questo disagio si sono unite alcune questioni di disponibilità degli spazi per portare fuori Roma i rifiuti sulla base di spazi, non rilasciati agli impianti Acea (pubblici) dal Tmb Malagrotta». I sindacati: “Crisi senza precedenti” È proprio per questi “disagi”, che si son moltiplicati a partire dall’ incendio dell’ impianto di trattamento rifiuti al Salario lo scorso dicembre che i sindacati lanciano un altro allarme. «Il Tmb è stracolmo e le strade sono invase di sacchetti. Si apra subito un tavolo di crisi” chiede al Campidoglio la Fp Cgil Roma e Lazio che minaccia lo sciopero parlando di “condizioni sempre più indecorose e inaccettabili in un sistema che ha condannato gli operatori alla raccolta manuale dei cumuli». Quindi l’ appello alla sindaca: «Ci convochi come concordato la settimana scorsa per dare risposte sul futuro di Ama. Con il nuovo Cda bisogna aprire tutti i tavoli necessari per risolvere una crisi che rischia di assumere dimensioni senza precedenti». Raggi: “Non sono un’ incapace, perché non indignarsi per l’ incendio del Tmb Salario?” Alla questione della raccolta la prima cittadina fa riferimento in un post delle ultime ore datato 19 giugno. In cui si difende dall’ accusa di essere “incapace”: «Perché nessuno si è indignato quando hanno dato alle fiamme uno dei quattro impianti che gestiva il 25% dei rifiuti di Roma? -chiede-. Perché fino all’ arrivo di questa amministrazione non è mai stato imposto un contratto a Cerroni per la raccolta dei rifiuti?». Fra botta e risposta virtuali i romani intanto le loro domande le fanno soprattutto fotografando non più i tramonti sul Cupolone e le meraviglie della Città eterna. Oramai in testa alla top ten delle immagini più postate nella Capitale ci sono i cassonetti strapieni, la spazzatura a terra e i gabbiani a far colazione.
luisa mosello

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