13 Marzo 2010

Emergenza, è caos nel Vallo di Diano

Polla. Continua la battaglia, avviata giá da un anno dal Codacons, per far si che alle chiamate dal Vallo di Diano al 118, il numero dell’ emergenza sanitaria, risponda la centrale operativa di Salerno e non quella di Vallo della Lucania. Una campagna che viene rilanciata alla vigilia dell’ attivazione, anche in Italia, del numero unico europeo di emergenza, 112. Entro la fine di giugno, infatti, telefonando ai numeri 112 o 113 la centrale operativa che risponde sará in grado, entro sette secondi, di identificare il chiamante da rete fissa o di localizzare la zona da cui arriva la richiesta. La stessa cosa accadrá, un anno dopo, per le chiamate al 115 (vigili del fuoco) ed al 118 (emergenza sanitaria). E giunge di nuovo al pettine il problema creato dal fatto che, al contrario di quanto stabilisce la legge regionale, alle chiamate al 118 provenienti dal territorio dell’ ex Usl 57 di Polla, (a cui bisogna aggiungere anche il territorio lucano del distretto telefonico con prefisso 0975), risponde la centrale operativa del San Luca di Vallo della Lucania, mentre «dovrebbe rispondere quella dell’ ospedale di Salerno», denuncia il Codacons. L’ associazione attacca anche i sindaci del Vallo, accusandoli di non essere affatto interessati all’ emergenza sanitaria che riguarda il comprensorio. «Non è stata costruita una piazzola idonea – sottolinea il responsabile di Sala, Rocco Panetta – per l’ atterraggio, anche notturno, di un’ eliambulanza nell’ ospedale di Polla. Attualmente feriti o ammalati gravi devono essere caricati, in ospedale, su una autoambulanza per essere trasportati al campo sportivo dove possono atterrare gli elicotteri». «E visto che al peggio non c’ è mai fine, – scrive il Codacons – alcuni sindaci della zona (responsabili locali della Protezione Civile), tra cui quello di Sala Consilina, non si sono preoccupati di costruire piazzole idonee per l’ atterraggio, anche notturno, degli elicotteri. Prima di installare, oltre ad un impianto di illuminazione, anche un costoso manto erboso sintetico nel campo sportivo che può esser calpestato unicamente dai calciatori, pena la sua distruzione se percorso da automezzi o gravato dal peso di elicotteri». Il risultato è che in questi comuni «non possono atterrare eliambulanze, nè elicotteri dei vigili del fuoco e dei carabinieri, né quelli del Corpo Forestale dello Stato e della polizia». E proprio per la mancanza di zone attrezzate per l’ atterraggio, «la Protezione civile nel Vallo di Diano deve fare a meno del soccorso aereo».

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