5 Febbraio 2011

Emergenza arsenico, il Codacons denuncia Regione e Governo alla Procura della Repubblica di Roma

Emergenza arsenico, il Codacons denuncia Regione e Governo alla Procura della Repubblica di Roma
 

Emergenza arsenico, il Codacons denuncia Regione e Governo alla Procura della Repubblica di Roma. I reati? Secondo l’ associazione dei consumatori «inquinamento doloso e concorso in epidemia». Accanto al profilo penale, prosegue la battaglia per il ricorso collettivo volto al riconoscimento del risarcimento danni: oggi scade la raccolta di adesioni per la class action in tutto il Lazio. A spingere il Codacons a denunciare la Regione, insieme ai ministeri dell’ Ambiente e della Salute, l’ immobilismo di fronte a un problema non certo nuovo. «La presenza di arsenico e di altri inquinanti nelle acque destinate al consumo umano – scrivono dall’ associazione – era nota da anni. Nonostante ciò, la Regione si è avvalsa delle deroghe concesse dalla legislazione italiana, senza mai provvedere a bonificare le falde». Tanto che la Commissione europea lo scorso ottobre ha detto basta alla classica scorciatoia italiana, bocciando l’ ulteriore richiesta di deroga. Nel frattempo, «per anni i cittadini dei comuni interessati, a causa dell’ immobilismo delle istituzioni centrali e locali, sono stati costretti a consumare acqua inquinata, mettendo in serio pericolo la propria salute». Ce n’ è abbastanza, secondo l’ associazione, per rivolgersi alla Procura. «Nella denuncia – spiegano – si chiede di aprire un’ indagine sull’ amministrazione regionale e statale alla luce di possibili profili penalmente rilevanti quali l’ inquinamento doloso, il concorso in epidemia e altri che saranno ravvisabili». Ma il Codacons propone anche «il sequestro immediato delle falde acquifere fuorilegge, al fine di impedire che l’ acqua contaminata finisca nelle case».
 

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