24 Ottobre 2017

Emergenza alberi, 357 sono da abbattere

Nel centro storico quelli da abbattere subito perché a rischio caduta sono 217, ma la corsa contro i pericoli da un mese è in Prati. I due alberi schiantati al suolo nel giro di cinquanta metri uno dall’ altro (il 23 settembre in viale Mazzini e ieri in piazza Cinque giornate) sono entrambi anziani e con problemi di radici. «I maggiori rischi caduta riguardano i pini che hanno raggiunto 70-80 anni» dicono gli esperti agronomi che sostengono il bisogno di sostituire quasi tutte le alberature di Roma «perché la città si è modificata, a volte gli spazi sono insufficienti e i lavori stradali hanno cambiato la vita degli alberi». Come nel caso del pino di ieri che «ha subito un taglio di radici durante dei lavori nell’ aiuola» ha dichiarato l’ assessora Pinuccia Montanari. Il lavoro di monitoraggio, cura ed eventuale abbattimento su 82 mila alberi ad alto fusto (dai 20 metri in su) dei 330 mila presenti in città, è stato avviato da luglio scorso ed è giunto a un terzo della città. «Ne abbiamo monitorati già 15.000 in 3 mesi» ha dichiarato ieri Montanari che ha ereditato il piano dell’ ex assessora Estella Marino del 2015. «Doveva cominciare dal I e II municipio dove sono presenti la maggior parte degli alberi» ha detto la deputata Pd, Stella Bianchi. E in effetti dai dati dei monitoraggi finora effettuati il I Municipio è quello con maggiori alberi da abbattere, appunto 217, mentre il IX ne ha 60, l’ XI ne ha 30, il XII 35 e infine il XII 15. E sempre nel I gli alberi controllati sono stati 7.800 a fronte dei non più di 2.600 degli altri. Da viale delle Milizie, a via Giulio Cesare, viale Mazzini, via Crescenzio e via Cola di Rienzo, l’ attenzione è massima. «Entro la settimana si parte con gli abbattimenti in piazza Monte Grappa» hanno annunciato ieri dal Dipartimento Ambiente che ha la regia dei lavori. Il piano si estenderà nei prossimi mesi anche agli altri municipi. Intanto l’ assessora Montanari minimizza il rischio di pericoli: «Gli alberi da abbattere sui 15 mila controllati finora sono solo il 3%». Ma sul tema della sicurezza anche il Codacons ha attaccato: «Ad essere a rischio è l’ incolumità degli utenti, che possono subire gravi lesioni o rimanere uccisi dalla caduta di alberi». Ieri sono caduti rami di pino sulla Roma-Lido che hanno provocato la sospensione della linea dei i treni. E mentre Montanari ha chiarito che «ci vorrebbero 110 milioni di euro per la manutenzione del verde a Roma», i soldi già a bilancio per la manutenzione ordinaria ci sono, ma non saranno spesi. Infatti le gare da nove milioni di euro divisi in 4 per lo sfalcio dell’ erba e 5 per le potature degli alberi non sono ancora pronte. «A breve» è il mantra che ripete Montanari da mesi, ma prima del 2018 non si vedranno i lavori. E le potature stagionali non vedranno neanche quest’ anno un lavoro programmato. «Agli interventi ci penserà il Servizio Giardini» assicura l’ assessora. Ma il «braccio operativo» del Comune ha le armi sputante. Compresi i 30 nuovi assunti, i giardinieri sono circa 200 in tutta la città. Briciole per gli interventi sui viali alberati come Lungotevere, dove senza potature le foglie daranno super lavoro ad Ama e favoriranno e l’ intasamento dei tombini con le piogge. Inoltre gli attrezzi per le potature non ci sono. «Il cestello per raccogliere i rami non ce l’ abbiamo» dicono dalla sede di villa Borghese dove due giorni fa ignoti hanno rubato oggetti e materiale di lavoro.
manuela pelati

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