10 Luglio 2014

Emergenza acqua, si corre ai ripari

Emergenza acqua, si corre ai ripari

ACQUA potabile e pulita: è essenziale che ciò che beviamo non sia contaminato da microrganismi potenzialmente portatori di infezioni. Per questo motivo, da qualche giorno, per usare l’ acqua delle reti che attingono i punti di campionamento delle fontanine di via Calvario, nel quartiere Santa Maria, e di viale Magna Graecia e via Genova – nei quartieri Verghello e Lido compreso tra le vie Forni, viale Europa, via Lungomare e Melito Porto Salvo – bisogna bollirla per almeno 15 minuti. Peccato, però, che l’ informazione arrivi alle orecchie dei cittadini residenti a sud della città in ritardo. Almeno così dicono i tanti catanzaresi che, numerosi, chiamano gli uffici per saperne di più. Il centralino del Comune è infuocato. Qualcuno passa dalle parole ai fatti. L’ avvocato Gianni Vitale – peraltro residente in una delle zone interessate dal disagio – presenta un esposto al Comune, all’ Asp e alla Procura della Repubblica. «La presentesi legge nell’ espostovale come denuncia, anche in via cautelativa, per eventuali danni alla salute patiti dai componenti della famiglia del sottoscritto a causa della mancata adeguatezza dell’ informazione relativa al divieto di utilizzo dell’ acqua in via Genova ed affinchè si accerti la responsabilità di chi avrebbe dovuto, tra i vari uffici competenti, provvedere in merito ad una informazione adeguata». Il Codacons Calabria fa la sua parte. Informa i cittadini che la fornitura di acqua non potabile dà diritto alla riduzione del canone idrico, al rimborso per l’ acquisto di acqua potabile, e in considerazione della durata dell’ evento dà diritto (sopratutto alle attività commerciali che sono obbligati all’ uso di acqua potabile) al risarcimento dei danni. Pertanto, il Codacons invita i cittadini a conservare gli scontrini per l’ acquisto di acqua minerale e/o le fatture di fornitura di acqua potabile da parte di autobotti. Ma l’ emergenza, stando alle notizie del Comune, è destinata a finire presto. I rilievi dell’ Asp effettuati ieri sono il primo passo di un’ operazione che, già oggi, dovrebbe concludersi con l’ analisi dei risultati da parte dell’ Arpacal. Ma l’ aumento della cloratura potrebbe aver già avuto effetti positivi. Almeno così sembra dalle notizie che trapelano da Palazzo de Nobili, dove non mancano le critiche. Sull’ argomento prendono posizione consiglieri e politici. La preoccupazione, rispetto alla a quanto accaduto nella zona sud della città negli ultimi giorni, ha il volto di Daniela Critelli, segretario del Pd al circolo di Lido. Ma anche quello di Antonio Giglio, Franco Passafaro e Vincenzo Capellupo. «La città – dice Giglio – non può galleggiare nell’ approssimazione e nell’ incapacità. È giunta l’ ora di staccare la spina». «Il sindaco – incalza Passafaro – convochi subito un tavolo tecnico -amministrativo per stabilire le cause che hanno provocato l’ infiltrazione di colibatteri nell’ acqua. Bisogna verificare di chi sono le responsabilità della Sorical o del Comune». «Sono preoccupato – tuona Capellupo – per questa sottovalutazione nella gestione del servizio idrico della città capoluogo di Regione, non c’ è un progetto risolutivo, mirato a una definitiva soluzione di un problema serio».

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