Embrioni distrutti, Codacons: “Risarcimenti milionari”
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fonte:
- Paese Sera
Nella conferenza stampa organizzata stamattina in viale Mazzini sono state illustrate le azioni risarcitorie e un esposto presentato in Procura. Presenti anche otto coppie vittime del guasto. Sara, 33 anni: “L’anno scorso ho iniziato la cura ormonale, una cura sicuramente pesante; dei 12 ovociti che avevo prodotto, dopo 2 tentativi andati male, erano rimasti congelati 4 ovociti. Ora sono andati persi, quindi io ora dovrei ricominciare l’intera cura ormonale”
Richieste di risarcimento fino a un milione di euro. E’ quanto sta studiando il Codacons in merito al caso degli embrioni andati distrutti all’ospedale San Filippo Neri. “Lo stato non puo riconoscere agli embrioni la natura di esseri viventi solo quando si parla di aborto, per poi cambiare linea di fronte alle richieste di risarcimenti in caso di distruzione degli stessi embrioni. Siamo qui per affrontare questo aspetto e per esporre i reati che secondo noi sono stati commessi, assieme a medici, esperti del settore e alle coppie vittime dell’episodio”. Lo ha detto oggi il Presidente Codacons Carlo Rienzi durante la conferenza stampa presso la sede Codacons di viale Mazzini, organizzata appunto per illustrare le azioni risarcitorie e un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma, nel quale si ipotizzano una serie di reati relativi alla distruzione degli embrioni come omicidio colposo e lesioni gravi.
I REATI – In particolare nell’esposto, tra i vari reati, si contestano alla Regione Lazio, nella persona del Presidente, e alla Asl competente, i reati di Rifiuto d’atti d’ufficio-omissione; al San Filippo Neri, nella persona del direttore generale, i reati di rifiuto d’atti d’ufficio-omissione, soppressione di embrioni e interruzione di pubblico servizio. Presenti alla conferenza, oltre a Rienzi, anche il co-presidente Codacons Marco Ramadori, l’ex sottosegretario alla Salute, ora deputato Pdl, Eugenia Roccella, e otto delle coppie vittime del guasto nel centro di procreazione.
LE TESTIMONIANZE – Durante la conferenza alcune di queste coppie hanno raccontato le proprie vicende: “Mi sono rivolta al San Filippo Neri 2 anni fa, dopo altri 2 anni di lista d’attesa – dice Sara, 33 anni – l’anno scorso ho iniziato la cura ormonale, una cura sicuramente pesante; dei 12 ovociti che avevo prodotto, dopo 2 tentativi andati male, erano rimasti congelati 4 ovociti. Ora sono andati persi, quindi io ora dovrei ricominciare l’intera cura ormonale”. “Le istituzioni ci spingono ad affidarci alle strutture private – dice un’altra delle coppie presenti – la Regione promette da tempo di aprire centri simili al San Filippo Neri, ma di fatto sembra che avere un figlio sia un privilegio riservato a chi si puo permettere di pagare un centro privato”.
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