16 Gennaio 2009

Eluana, oggi Udine decide Ma la clinica forse ritirerà l’offerta di ospitarla

 UDINE. La casa di cura «Città di Udine» è alla stretta finale e, con ogni probabilità, prenderà oggi una decisione sull’opportunità o meno di accogliere Eluana Englaro per attuare la sentenza che autorizza la sospensione del trattamento di alimentazione-idratazione artificiale della giovane donna, in stato vegetativo da 17 anni. Secondo quanto trapela da fonti vicine alla struttura sanitaria, sembra che al momento la clinica, che nei mesi scorsi aveva dato la propria disponibilità e aveva definito anche procedure e tempi per l’interruzione dell’alimentazione, sia ora orientata a dire no alla richiesta della famiglia Englaro. La decisione è attesa dopo due mesi di approfondimenti di carattere tecnico e amministrativo svolti dalla clinica con il proprio staff legale, in seguito allo «stop» giunto da Roma con un atto di indirizzo firmato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, proprio quando il padre di Eluana, Beppino Englaro, aveva trovato nella clinica udinese una struttura pronta ad accogliere la figlia in Friuli – sua terra d’origine – e ad attuare il decreto della Corte di Appello di Milano confermato dalla sentenza della Cassazione. Un atto amministrativo – quello del Ministro – che aveva avuto la forza di dirottare, nella notte tra il 16 e il 17 dicembre scorsi, l’autoambulanza che stava andando a Lecco per prelevare Eluana.  Il Codacons del Friuli ha inoltre chiesto la revoca della tutela di Eluana Englaro al padre Beppino al Tribunale di Lecco. L’udienza è stata fissata per il 24 febbraio prossimo.
 

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