Eliminare le barriere architettoniche al palazzo che era abusivo
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fonte:
- Il Mattino
Se non ci fosse stato il coraggio di un geometra in servizio al comune di Pisciotta ieri mattina le ruspe, per l’ennesima volta, non sarebbero state messe in moto. Poche settimane fa, sulla scrivania del geometra Nicola Greco è arrivata la richiesta del Suap di Vallo della Lucania (Sportello Unico Attività Produttive) per un adeguamento igienico sanitario di uno dei palazzi, quello che dà sul mare di Palinuro. In altre parole, dietro la dizione tecnica non c’era altro che la richiesta di eliminare le barriere architettoniche al palazzo che era abusivo. E da demolire. «Io non no atteso un attimo – racconta il geometra Greco – e ho respinto la richiesta». Se ci fosse stata solo una minima esitazione dietro quella richiesta-tranello si sarebbe potuto celare l’ennesimo stop all’operazione di demolizione. Abbattimento delle barriere architettoniche, si. Ma di uno stabile abusivo. L’incredibile capitolo entra di diritto nella storia dell’abusivismo cilentano, costellato di silenzi e compromissioni, fino al punto da far devastare il territorio. «Da oltre venti anni sono inevase ordinanze di demolizione nel comune di Montecorice». La denuncia è contenuta in un rapporto Codacons che ha anche presentato denuncia alla procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Si tratta di diversi manufatti abusivi, ormai solo scheletri di cemento, sia sulla collina Casa del Conte che a Ripe Rosse. Numerosi scheletri di cemento spuntano sulla costa cilentana: basta andare ad Agnone e dare uno sguardo alla lottizzazione del Melaro, uno scempio edilizio degli anni Novanta intorno al quale perfino gli oppositori furono zittiti, un uomo sequestrato e incaprettato con minacce di morte. Nel Cilento va anche così, purtroppo.
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