21 Settembre 2011

Elia Valori rinviato a giudizio per la tentata scalata ad Alitalia

Rinvio a giudizio per Giancarlo Elia
Valori. L’ex presidente di Autostrade
e degli industriali del Lazio dovrà
rispondere del reato di aggiotaggio
nell’ambito dell’inchiesta della procura
diRomasul tentativo di scalata
Alitalia nel 2007 da parte di una cordata
di investitori guidata da Antonio
Baldassarre, presidente emerito
della Corte Costituzionale (nonché
ex presidente Rai) coimputato insiemea
Valori nello stesso procedimento.
Lo ha deciso ieri il gup Bonaventura
che, accogliendo le richieste
del pm Loy, ha mandato a processo
anche i manager Claudio Prati e Danilo
Dini, ex consulenti della società
“Sviluppo Mediterraneo”, finanziaria
all’epoca amministrata da Valori.
Il famoso manager, il cui nome
compariva nella lista P2 (come
membro espulso), è stato più volte
sfiorato da delicate indagini, ultima
la naufragata inchiesta Why not che
lo accusava di essere un esponente
di spicco della «massoneria contemporanea
». Valori ha sperato di uscire
indenne anche dall’indagine sul
tentativo di scalata dell’Alitalia. Il
pubblico ministero, infatti, iscrisse
nel registro degli indagati Valori e
Baldassarre accusandoli di aver diffuso
false notizie sull’imminente acquisto
delle azioni della compagnia
di bandiera daparte diun fantomatico
gruppo di investitori per alterare
le quotazioni dei titoli. Poi, però, a
chiusura del fascicolo, aveva «accantonato
» la posizione di Elia Valori
chiedendone l’archiviazione. È stato
nel corso dell’udienza preliminare
dello scorso marzo che la procura
si è vista costretta a un clamoroso
retrofront. Perché in quella sede l’avvocato
di Baldassarre aveva esibito
elementi tali da far supporre il coinvolgimento
di Valori in tutta la vicenda,
in particolare mostrando al
giudice i comunicati stampa che sarebbero
stati confezionati nell’ufficio
della “Sviluppo Mediterraneo”.
Il processo per Valori, per i suoi
due collaboratori e per Baldassarre,
è fissato per il prossimo 22 novembre
davanti alla sesta sezione collegiale.
La pubblica accusa è convinta
che fu a seguito delle notizie infondate
sull’imminente acquisto della
compagnia aerea, diffuse proprio
nel periodo in cui Air France si era
detta disposta all’acquisto, che si
verificò l’abnorme innalzamento
dei titoli di Alitalia, a sua volta causa
del ripensamento da parte dei
francesi, che finirono così per rinunciare.
Anche Silvio Berlusconi,
allora leader dell’opposizione, per
le medesime vicende era stato
iscritto nel registro degli indagati
con le ipotesi di aggiotaggio e di
insider trading. Sotto accusa una
dichiarazione pubblica in cui il Cavaliere
aveva auspicato un salvataggio
dell’Alitalia da parte di imprenditori
italiani.Mala posizione
di Berlusconi è stata da tempo archiviata,
per volere dello stesso
pm, che ha ritenuto quelle esternazioni
legittime in quanto diritto di
un qualsiasi cittadino.
Ieri, intanto, il giudice Bonaventura
ha accolto la richiesta di costituzione
di parte civile avanzata da
Consob, Codacons e circa400investitori
privati tra i quali decine di
investitori nelle azioni Alitalia.
«Secondo noi il dibattimento non
aggiungerà alcunché a quanto già
emerso dalle intercettazioni e dalle
dichiarazioni di Valori e Baldassarre.
Riteniamo che la prova della
consapevolezza del reato attribuita
a tutti e quattro sia impossibile
»,hanno commentato gli avvocati
difensori Piergerardo Santoro e
Alessandro Petrucci.❖
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this