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17 Gennaio 2013

ELEZIONI:IL 7/2 TAR LAZIO DECIDE SU NULLA-OSTA CSM A INGROIA

ELEZIONI:IL 7/2 TAR LAZIO DECIDE SU NULLA-OSTA CSM A INGROIA
RICORSO PRESENTATO DA CODACONS

ROMA
(ANSA) – ROMA, 17 GEN – Il prossimo 7 febbraio il Tar del Lazio s’interesserà della questione delle candidature elettorali dei magistrati. Iscritto al ruolo della I sezione quater, infatti, ci sarà il ricorso con il quale il Codacons chiede la sospensione, e il successivo annullamento, del nulla-osta concesso dal Csm all’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia per la candidatura alle consultazioni elettorali. In particolare, si tratta della delibera con la quale l’organo di autogoverno dei giudici ha collocato Ingroia in aspettativa per motivi elettorali. Alla base dell’iniziativa del Codacons c’é quello che la stessa associazione definisce “un principio essenziale”; ovvero “i magistrati non possono passare dal mondo della giustizia a quello politico per poi tornare a fare i magistrati – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – perché le informazioni da essi acquisite nel corso dell’attività di Pm potrebbero essere utilizzate a fini politici, mentre l’ imparzialità del loro operato non sarebbe più garantita in caso di rientro in magistratura”. Il Csm, nel disciplinare i collocamenti fuori ruolo dei magistrati “subordina il rilascio dell’autorizzazione – si legge nel ricorso – al fatto che non può essere autorizzato il fuori ruolo di un magistrato impegnato nella trattazione di procedimenti, processi o altro tali che il suo allontanamento possa nuocere al regolare funzionamento dell’ufficio. Nonostante questo, nella delibera (su Ingroia) non si riscontra traccia della motivazione che avrebbe condotto il Csm a mettere il pm in aspettativa e ciò lascia dubitare del fatto si sia effettivamente valutato il rischio di un danno per il funzionamento dell’ufficio, nonché che lo stesso aveva già beneficiato del collocamento fuori ruolo presso l’Onu”. Inoltre, l’associazione nel suo ricorso richiama alcuni principi che evidenzierebbero come il passaggio dei magistrati dalla giustizia alla politica e viceversa rappresenti una violazione costituzionale. “L’aspettativa ai magistrati per impegni elettorali – si legge – costituisce l’illegittimo ‘canale di collegamento’ tra due poteri dello Stato i quali sono e devono rimanere separati tra di loro. Le cosiddette ‘navette’ dalla carriera parlamentare a quella giudiziaria, purtroppo diffuse nella prassi, attentano al principio di separazione dei poteri e devono ritenersi assolutamente incostituzionali”.

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