27 Maggio 2013

Elezioni, schiaffo alla politica. Astensione choc: al voto 4 su 10

Elezioni, schiaffo alla politica. Astensione choc: al voto 4 su 10

 

di Claudio Roma C’ è tempo sino alle 15 per invertire i numeri. Poi se il dato sarà confermato ci troveremo di fronte ad una grande fuga dal voto. Il segnale della diserzione in massa dagli ultimi comizi elettorali diventa uno “schiaffo alla politica”. I romani non votano. Almeno non lo hanno fatto nella prima giornata, durante la quale si sono recati alle urne solo 4 su 10. Per la precisione hanno espresso la preferenza per il nuovo sindaco, i consiglieri comunali e i municipi solo il 37,6 per cento di colore che ne avevano diritto. Alle 22 di domenica il dato fa venire i brividi. Rispetto alle ultime regionali di febbraio il crollo è del 19,51 per cento, confermato anche dal confronto con il resto della regione dove si votata per le amministrazioni locali: -18,55. Per partiti, movimenti e candidati è allarme rosso. Salvo recuperi nella mattina, un’ eventuale conferma di un’ astensionismo di massa sarebbe un segnale fortissimo di disaffezione ala politica, uno schiaffo elettorale di dimensioni inimmaginabili che aprirebbe una stagione complessa per chiunque dovesse farcela a superare il primo turno o affacciarsi al ballottaggio. C’ è da dire che la Caporetto della politica romana era nell’ aria. Già i sondaggi sulle intenzioni di voto delle ultime settimane indicavano l’ area del non voto sommata agli indecisi come il terzo partito dopo i big di centrodestra e centrosinistra, che pure però faticavano ad accendere le passioni. E il dato ha avuto la prima conferma già nei comizi finali, con veri e propri deserti che hanno fatto da contorno agli ultimi appelli. E gli analisti sono già al lavoro per capire il motivo per cui la città ha rigettato il voto. Disaffezione, clima pazzo, derby: ce n’ è per tutti i gusti. Intanto la denuncia del Codacons dà l’ idea del clima che si vive nei seggi. L’ associazione riferisce che “a partire dalle ore 14 circa in poi, alcuni abitanti del quartiere Prati che avevano regolarmente votato in mattinata, hanno ricevuto la visita a casa di un gruppo di responsabili del seggio 2189 di Via Camozzi: motivo della visita, la ricerca di una matita portata via dalla cabina 4 del medesimo seggio”. “In sostanza – spiega il Codacons – per recuperare tale matita sparita durante le operazioni di voto, i responsabili del seggio, utilizzando il libro con l’ annotazione dei nomi e degli indirizzi di tutti i votanti, si sono recati presso le abitazioni degli elettori, chiedendo se questi avessero rubato o erroneamente portato via la matita”. “Si tratta di una vera e propria follia – attacca il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, testimone diretto dell’ episodio – perché per evitare la multa in capo al seggio legata alla sparizione della matita, alcuni soggetti riconducibili allo stesso seggio hanno gravemente violato la privacy dei cittadini, disturbandoli durante l’ ora del pranzo o del riposto pomeridiano, e soprattutto rendendo noto chi avesse votato e chi no”. “Capiamo che in periodi di spending review ci si attacca anche ad una matita – prosegue Rienzi – ma riteniamo assolutamente ridicolo recarsi a casa degli elettori alla ricerca di un ladro che, in nessun caso, ammetterebbe le sue colpe beccandosi per giunta una denuncia”.

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