23 Gennaio 2018

Elezioni, presidente Codacons presenta esposto su parlamentarie M5S

 

Roma, 23 gen. (askanews) – Il caso delle parlamentarie del M5S finisce all’attenzione della Procura di Roma. Il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, annuncia infatti per oggi la presentazione di un esposto alla magistratura affinché si faccia luce sugli impedimenti che hanno ostacolato la sua candidatura e quella di altri soggetti che, come lui, non sono riusciti a partecipare alle parlamentarie.

“Ho deciso di rinunciare ad un ricorso in Tribunale perché non voglio imporre la mia candidatura al M5S attraverso una sentenza dei giudici – spiega Carlo Rienzi – ma ritengo doveroso e necessario che la magistratura apra subito una inchiesta per fare luce sulle parlamentarie del Movimento, nell’interesse di tutti coloro che sono stati ingiustamente esclusi nell’esercizio di un proprio diritto democratico. Spiace che il M5S si comporti come la Dc e il Psi, non accettando candidati che obbediscono ai cittadini e non al partito, e preferendo soggetti mediaticamente “furbi” quali De Falco – prosegue Rienzi – Quel che lascia sconcertati è che storici difensori dei consumatori come Elio Lannutti, oggi nella fila del M5S, si coprano gli occhi davanti a questo scempio”.

Il Codacons attacca poi duramente le candidature del capitano Gregorio De Falco e dell’avv. Ettore Licheri: il primo ha ottenuto visibilità grazie al suo ‘show’ personale durante la tragedia della Costa Concordia, senza mai spiegare perché non sia intervenuto negli anni di servizio presso la Capitaneria di porto per impedire che le navi da crociera facessero ‘l’inchino’ al Giglio passando troppo vicino all’isola. Il secondo, Licheri, sembra avere le idee molto confuse sui vaccini, passando da una posizione all’altra”.

“Unica nota positiva di questa ‘campagna acquisti’ elettorale è la decisione di Roberto Burioni di non candidarsi col Pd – afferma l’associazione -. I cittadini non sentiranno certo la mancanza del virologo, un soggetto che ha trasformato la questione vaccini in una caccia alle streghe contro i medici che hanno difeso le sacrosante richieste di trasparenza delle famiglie”.

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