20 Gennaio 2013

ELEZIONI: CODACONS DIFFIDA CORTI APPELLO SU LISTE IRREGOLARI

ELEZIONI: CODACONS DIFFIDA CORTI APPELLO SU LISTE IRREGOLARI    

(ANSA) – ROMA, 20 GEN – Il Codacons ha inviato una diffida alle Corti d’Appello, agli uffici elettorali nonché al ministero dell’Interno, affinché verifichino lo svolgimento regolare della presentazione delle liste dei candidati, e le modalità di presentazione dei simboli di queste liste. “Nei giorni scorsi le forze politiche sono state impegnate nella febbrile raccolta di sottoscrizioni – afferma il Codacons – in seguito a diverse segnalazioni che ci sono arrivate, riteniamo necessario vengano compiuti tutti gli accertamenti per verificare che le firme degli elettori siano autenticate da un pubblico ufficiale, il quale ha il dovere di accertare l’identità della persona che sottoscrive, controllando che sia indicato il contrassegno concernente la lista che si intende firmare”. Non è possibile, infatti – ricorda l’associazione per la difesa dei consumatori – raccogliere firme “in bianco” e non riconducibili ad un preciso simbolo o ad una lista di candidati. “Secondo la legge elettorale – scrive il Codacons – non è ammessa la presentazione di contrassegni identici o confondibili con quelli presentati in precedenza, ovvero con quelli riproducenti simboli, elementi e diciture, o solo alcuni di essi, usati tradizionalmente da altri partiti. Inoltre, le sottoscrizioni, con le relative autenticazioni, sono nulle se risultano anteriori al 180º giorno precedente il termine fissato per la presentazione delle candidature”. Nella diffida il Codacons chiede “l’immediata esclusione di simboli e/o liste depositate in modo irregolare e/o illecito, al fine di non pregiudicare l’iter che porterà alla proclamazione degli eletti con successiva richiesta di annullamento dinanzi alla giustizia”. Intanto Arturo Artom, leader di Rinascimento Italiano, denuncia quello che chiama “lo scandalo della raccolta di firme, la gran parte autenticate ex post da personale politico. Noi che siamo un movimento nuovo, con nessun consigliere locale – spiega Artom – abbiamo mille difficoltà nell’ottenere le autentiche esclusivamente da funzionari pubblici. Vi è una evidente disparità di trattamento”. Per questo nel collegio Lazio 1 Rinascimento Italiano ha deciso di raccogliere le firme senza autenticatore presente e di ricorrere al Tar del Lazio per vizio di costituzionalità.”Le elezioni sono dunque a rischio annullamento”, conclude Artom. (ANSA).

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