5 Marzo 2005

Elettrosmog, vittoria per 86 famiglie

Elettrosmog, vittoria per 86 famiglie

I cittadini si erano notevolmente esposti anche finanziariamente in difesa della propria salute

Scorzè.
Dopo oltre tre anni di dura battaglia, di carte legali e sentenze del tribunale finalmente un sospiro di sollievo per 86 famiglie di Scorzè. La società di distribuzione dell`energia elettrica Terna con una lettera raccomandata a ogni singola famiglia datata 22 febbraio ha dato avviso degli interventi e della documentazione, depositata negli uffici comunali, per la riduzione dell`elletrosmog di due linee elettriche che passano per il centro di Scorzè in esecuzione all`ordinanza del Tribunale di Venezia del 4 giugno 2003. Un risultato di rilevanza nazionale che ha costretto anche il Ministero delle Attività Produttive lo scorso 18 febbraio a rilasciare l`autorizzazione alla ristrutturazione e alle varianti dei due elettrodotti. Autorizzazione indirizzata a Terna spa per l`esecuzione dei lavori ma che è stata inviata anche a tutti i ministeri di Roma, Ministero della Salute compreso, alla Regione Veneto, alla Provincia di Venezia, ai vari enti di distribuzione di energia elettrica, alle varie Soprintendenze e Autorità di bacino. Una soluzione attesa da tempo dalle 86 famiglie che per tutelare la propria salute hanno speso di tasca propria fior fior di quattrini e che si sono sottoposte a test medici e psicologici nei centri di Padova e Marghera per ottenere la riduzione dell`elettrosmog e le modifiche delle linee elettriche. Nel gennaio del 2002 le 86 famiglie che vivono nelle immediate vicinanze dell`elettrodotto 220 kv Soverzene-Scorzé e dell`elettrodotto 132 kv Caerano-Scorzè/Istrana-Scorzè assistite dall`avvocato Giorgia Pellerano, unitamente al Co.Na.Cem (Coordinamento Nazionale per la Tutela dai Campi Elettromagnetici) e con l`intervento del Codacons sono ricorse al Tribunale di Venezia. La corte aveva poi anche respinto tutte le eccezioni sollevate da Enel Distribuzione, Terna e Grtn. Il tribunale dava così ragione alle 86 famiglie confermando nel giugno 2003 l`ordinanza del 14 aprile dello stesso anno e ribadiva che, nel caso di Scorzè, sussisteva un concreto pericolo per la salute delle persone che sono esposte a campi elettromagnetici superiori a 0,4 microtesla, richiamando le conclusioni dei consulenti d`ufficio secondo i quali la continuazione dell`esposizione a valori superiori a 0,4 può comportare un rischio di leucemia infantile. Il Tribunale aveva anche sottolineato che l`omissione di cautele, allo stato delle conoscenze scientifiche, configurava un comportamento colposo da parte delle società elettriche. Il provvedimento, come aveva sottolineato l`avvocato Pellerano, confermava ulteriormente la bontà dell`azione legale intrapresa autonomamente da parte dei cittadini di Scorzè a tutela del proprio diritto di salute e chiedeva il 15 luglio 2003 all`Amministrazione comunale di centro sinistra sorretta da La Margherita, Ds e Nova Democrazia di stabilire nel bilancio comunale un apposito capitolo volto a coprire le spese iniziali sostenute dai cittadini che solo per le spese vive e senza onorario dell`avvocato erano circa 30 mila euro. Richiesta bocciata in consiglio comunale anche se l`avvocato sosteneva che la sentenza portava “un incontestabile beneficio per l`intera collettività cittadina, anche in termini di riqualificazione urbanistica e valorizzazione del contesto urbano ed abitativo“. Inoltre la sentenza dimostrava che i campi elettromagnetici prodotti dalle linee elettriche aeree costituivano un problema reale tale da mettere in grave pericolo la salute delle persone esposte e che doveva essere urgentemente affrontato e risolto. La corte ordinava alle società elettriche di mettere a sicurezza le linee elettriche in questione entro il termine perentorio di due anni in modo che nelle abitazioni non fosse mai superato il limite di 0,4 microtesla ai valori di carico nominale. Inoltre aveva disposto l`obbligo di parziale disattivazione delle linee in modo che, per il tempo necessario ai lavori di messa a sicurezza, non fosse superato il limite di 0,4 microtesla.

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