29 Aprile 2010

ELETTROSMOG: RADIO VATICANA; GIUDICI, SUPERATI LIMITI

 
 
CODACONS, APERTA LA STRADA A RICHIESTE RISARCIMENTO

 
         
            (ANSA) – ROMA, 29 APR – "Dalla lettura degli atti appare
evidente e pacifico che sono stati superati i limiti di
esposizione e i valori di attenzione previsti da tutte le leggi
speciali in materia". Lo scrive, secondo quanto riportato dal
Codacons, la II corte di appello di Roma nelle motivazioni alla
sentenza di secondo grado per l’ inquinamento elettromagnetico
prodotto in alcune zone a nord di Roma dove si trovano, tra
l’altro, gli impianti di Radio Vaticana.
    Il processo di appello si è concluso il 14 ottobre scorso
con la dichiarazione di non doversi procedere per sopravvenuta
prescrizione nei confronti del cardinale Roberto Tucci e il non
doversi procedere per "morte del reo" nei confronti di padre
Pasquale Borgomeo, rispettivamente ex presidente del comitato di
gestione di Radio Vaticana ed ex direttore dell’emittente. 
   "La circostanza – è detto nella sentenza del collegio
presieduto da Antonio Cappiello con riferimento al superamento
dei limiti – è provata oltre che dalle misurazioni anche dalla
conoscenza dei fatti da parte della Santa Sede che istituì nel
luglio del 2000 una commissione bilaterale proprio per la
soluzione dei problemi legati all’intensità dell’emissione
elettromagnetica della stazione di Radio Vaticana".
   "Tanto è vero – si legge nella parte di motivazioni diffuse
dal Codacons – che il Pontificio Collegio Germanico della Santa
Sede ordinò l’allontanamento dei mezzadri dai terreni della
Santa Sede a causa del pericolo derivante dall’aumento
dell’intensità della stazione trasmittente per le persone".
   Secondo Carlo Rienzi, presidente dell’associazione di utenti
e consumatori, i giudici d’appello "hanno affermato un
principio molto importante poiché da oggi qualsiasi emissione
di onde elettromagnetiche, qualora produca disturbi di qualunque
tipo alla popolazione, potrà essere denunciata anche penalmente
attraverso lo strumento dell’articolo 674 del codice penale che
punisce il getto pericoloso di cose. Non solo, la sentenza ha
aperto la strada a possibili richieste milionarie di
 
risarcimento, considerando che sono in fase istruttoria le
indagini per i decessi legati agli impianti dell’emittente
vaticana". (ANSA).

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