21 Dicembre 2001

ELETTROSMOG: Inizia con un rinvio il processo a Radio vaticana

S.Emittenza alla sbarra

ELETTROSMOG Inizia con un rinvio il processo a Radio vaticana. La difesa invoca i Patti lateranensi

Nuovo rinvio per il processo contro Radio Vaticana. Ieri all`apertura del processo già rimandato a marzo per un vizio di procedura, il giudice di Roma Andrea Calabria ha deciso di prendersi due mesi di tempo per valutare se lo Stato italiano possa o no esprimersi sul presunto inquinamento elettromagnetico provocato dal centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Gli avvocati della difesa Marcello Melandri ed Eugenio Pacelli all`apertura dell`udienza hanno invocato il difetto di giurisdizione sostenendo che i tre dirigenti dell`emittente vaticana, accusati di getto pericoloso di cose, “hanno sempre agito nell`ambito delle loro competenze come funzionari di un ente centrale della santa sede, con il quale l`Italia ha rapporti di natura internazionale, regolati dal trattato lateranense. L`emittente – hanno concluso i difensori – è fornita di personalità giuridica ed ha sede in Vaticano. pertanto gli imputati rientrano della disciplina prevista dall`art 11 dei Patti lateranensi“. Opposta la tesi dell`accusa: “Qui si discute di un reato commesso in Italia – ha detto il procuratore Gianfranco Amendola – in danno di cittadini italiani. Accettare il principio della difesa significherebbe che di fronte a qualsiasi altra aggressione non potremmo reagire. La tesi della difesa è inaccettabile perché strangola il principio delle immunità stabilite dai Patti“. Secondo la santa sede invece, la discussione sull`argomento non spetta ai tribunali italiani ma alla commissione bilaterale Italia-Santa sede. La stessa che, dopo mesi di tira e molla con l`allora ministro dell`ambiente Willer Bordon, il 18 maggio aveva raggiunto un`intesa che stabiliva l`immediato rientro nei limiti di legge per le trasmissioni in onde corte e fissava al primo settembre quello per le onde medie. “Quell`accordo non è mai stato rispettato“ dice Paolo Aquilanti, portavoce del comitato “Bambini senza onde“ di Cesano, il paese confinante con il centro di trasmissione. Dallo scorso ottobre il comitato ha assunto una impresa privata per valutare l`entità delle onde emesse dai ripetitori di Radio vaticana. Secondo questo studio nelle ore in cui l`emittente trasmette le onde arrivano a valori di 10 volt per metro (e non 6 come prevede l`intesa). “La sonda che registra le onde – aggiunge Aquilanti – si trova all`interno di una abitazione che posta nell`area residenziale in cui, secondo il piano urbanistico del comune, nei prossimi anni verrano costruite abitazioni per 3000 persone“.

Altrettanto allarmanti sono i dati della nuova indagine condotta dal dipartimento di epidemiologia della Asl di Roma e dalla facoltà di statistica di Firenze. Secondo quanto anticipato ieri da La Repubblica, in seguito alle critiche di metodo espresse a settembre dalla commissione istituita dall`ex ministro Veronesi, il dipartimento diretto da Carlo Perucci ha ripetuto l`indagine da cui era nata l`accusa contro l`emittente vaticana. E il risultato non cambia o addirittura peggiora: nella fascia fra 0 e 2 chilometri dagli impianti i casi di leucemia infantile sono 2 contro la media di 0,16 registrata a Roma.

Al processo (se si farà) sono state ammesse come parti civili due famiglie di Cesano e varie associazioni tra cui Codacons e Legambiente.

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