10 Maggio 2005

Elettrosmog, condannati i vertici di Radio Vaticana

Dieci giorni di arresto per il direttore e il cardinale Tucci. Le antenne ancora lì

Elettrosmog, condannati i vertici di Radio Vaticana

L?emittente: sentenza ingiustificata, faremo ricorso

ROMA – «Sono colpevoli, stavolta glielo hanno detto in faccia». La voce femminile rimbomba nel corridoio del tribunale. I toni sono un po? ruvidi, ma per i cittadini di Cesano è il momento dell?esultanza: a cinque anni dall?inizio dell?inchiesta sull?elettrosmog, ieri per la prima volta Radio Vaticana è stata condannata. Il giudice Luisa Martoni ha inflitto dieci giorni di arresto (per fatti fino al 2000) al cardinale Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione, e a padre Pasquale Borgomeo, direttore generale dell?emittente. Assolto invece l?ingegner Costantino Pacifici: come responsabile tecnico non ha preso decisioni, si è limitato a obbedire agli ordini. «Una sentenza ingiustificata» è il commento stringato di Radio Vaticana. I due sacerdoti erano accusati di getto pericoloso di cose, reato per il quale la pena massima è di un mese. «Per noi è un trionfo, la condanna era una questione di principio», sottolinea Augusto Rossi, padre di una bimba che si era ammalata di leucemia e che è in prima linea nella battaglia contro l?inquinamento elettromagnetico. Il giudice ha sospeso la pena e liquidato circa 30 mila euro di spese alle parti civili: Comitati Roma Nord, Legambiente, Cittadinanzattiva, Codacons e tre famiglie. Gli avvocati di Radio Vaticana, Franco Coppi, Marcello Melandri ed Eugenio Pacelli (nipote di Pio XII) hanno già deciso che ricorreranno in appello. «Impugneremo la sentenza e siamo sicuri di vincere – sostiene Melandri -. Abbiamo ragione sia in fatto sia in diritto». E se la direzione dell?emittente esprime «rincrescimento per il fatto che le sue posizioni non sono state accolte dal tribunale», tacciono invece il procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e il pm Stefano Pesci, che per i tre imputati avevano chiesto 15 giorni di arresto. Ma sono raggianti quando, uscendo dall?aula, vengono accolti dall?applauso dei cittadini di Cesano. Poco prima della camera di consiglio (durata mezz?ora) tra Amendola e Melandri era esploso un alterco. Il magistrato ha protestato perché il legale aveva depositato alcuni documenti all?ultimo momento. L?avvocato ha replicato che l?accusa era falsa e, gettando la toga, ha lasciato l?aula.
Vittoriosi in tribunale, i comitati e le associazioni vogliono ora la rimozione degli impianti di Radio Vaticana (che si trovano a Santa Maria di Galeria) e aspettano i risultati della nuova inchiesta per omicidio colposo sulla morte di nove bambini a causa della leucemia. Circa ventimila cittadini tra Cesano, Olgiata, Osteria Nuova e La Cerquetta, tutte zone a nord di Roma, subiscono gli effetti dell?inquinamento elettromagnetico. «L?unica cosa ottenuta – spiega Rossi – è che lo Stato italiano, a sue spese, ha spostato uno dei canali a onde medie. Ma l?emittente continua a superare i sei volt al metro previsti dalla legge: l?ultima misurazione, il giorno in cui è morto il Papa, ne ha registrati 15. È meglio dei 50 di cinque anni fa, ma perché ci dobbiamo accontentare?». I dati però sono «confortanti» per il ministero dell?Ambiente.
Ieri gli ambientalisti hanno festeggiato. Fra i Verdi, Paolo Cento ha parlato di «sentenza storica», mentre l?ex ministro di An Maurizio Gasparri ha commentato: «Se sono colpevoli è probabile che la pena del Padre Eterno sarà ben più pesante».

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