Elettrosmog, condannata Radio Vaticana
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fonte:
- Il Mattino
Radio Vaticana, due condanne per «getto pericoloso di cose». Ovvero per il presunto inquinamento elettromagnetico – articolo 674 del codice penale – nella zona di Cesano, a nord di Roma, dell?emittente il cui segnale si irradia da Santa Maria di Galeria. Il cardinale Roberto Tucci, presidente del Comitato di gestione (ma limitatamente al 2000), e padre Pasquale Borgomeo, direttore generale dell?emittente della Santa Sede, sono stati condannati a 10 giorni di reclusione: la pena è stata però sospesa. Previsto – ma da liquidare in sede civile – anche il risarcimento dei danni alle parti civili che si sono costituite nel procedimento: tra questi, 5.800 euro a Legambiente, 850 euro a Cittadinanzattiva, 5.120 ai Comitati Roma-Nord e 5.800 al Codacons. Assolto per non aver commesso il fatto Costantino Pacifici, responsabile della direzione tecnica di Radio Vaticana. Una sentenza davvero storica quella emessa ieri pomeriggio a Roma dal giudice Laura Martoni dopo una mezz?ora di Camera di consiglio: parzialmente accolte le richieste dei pm Gianfranco Amendola e Stefano Pesci che avevano chiesto la condanna dei tre imputati a 15 giorni di arresto con la sospensione condizionale subordinata all?eliminazione della situazione di pericolo e al risarcimento dei danni alle parti lese. «Impugneremo la sentenza», hanno annunciato i legali di Radio Vaticana. «Giustizia è fatta», ha commentato Raffaele Capone, presidente del coordinamento del Comitato Roma Nord tra gli applausi e la commozione, all?uscita dell?aula, che hanno accolto i pm Amendola e Pesci. E mentre il Codacons si è rivolto a papa Ratzinger «perchè sposti le antenne dalle vicinanze dell?abitato», la direzione di Radio Vaticana ha espresso il suo «rincrescimento» per «una sentenza ingiustificata sia per considerazioni di diritto, sia per motivi di fatto» e dichiara battaglia ai giudici «pur apprezzando l?assoluzione di uno degli imputati si riserva di impugnare in sede di appello». Lo scontro tra giudici e emittente della Santa Sede è aperto. La sentenza arriva a sei anni dall?apertura dell?inchiesta: si sarebbe infatti dovuta concludere il 7 aprile scorso, ma l?iter fu rinviato a causa della morte del Papa. Al centro del caso giudiziario, le 50 antenne alte fino a 100 metri che occupano circa 425 ettari tra Cesano e Santa Maria di Galeria: quegli impianti di Radio Vaticana creati per far arrivare la sua voce, in 42 lingue, in ogni parte del mondo. E quelle antenne hanno portato l?emittente della Santa Sede sul banco degli imputati. Disturbi a citofoni, telefoni, elettrodomestici che si trasformavano in duplicatori del segnale di Radio Vaticana: queste le molestie denunciate nel 1999 dai residenti di Cesano alle quali vennero ad aggiungersi anche denunce ben più gravi per malattie – tumori e leucemie – che sarebbero state provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche (in alcuni casi fino a 20 volt/mtero rispetto ai 6 consentiti). Citati a giudizio diretto nel luglio 2000, gli imputati ottennero il 19 febbraio 2002 la sospensione del processo per un difetto di giurisdizione legato a questioni di procedibilità disciplinate dai patti Lateranensi del 1929. Spettò poi alla Cassazione dirimere la questione giurisdizionale: con una sentenza riconobbe nell?aprile 2003 la competenza italiana a giudicare i fatti. Nel frattempo, un accordo fra Italia e Santa Sede, raggiunto nell?aprile 2001, stabilì un piano di riduzione delle emissioni, lo spostamento delle trasmissioni da alcune antenne e l?avvio di una campagna di misurazioni congiunte. Intanto, la procura di Roma sul presunto inquinamento elettromagnetico a nord della città, ha da tempo aperto un altro fascicolo: sulla base di altre denunce si ipotizza il reato di omicidio colposo. Lo stesso procuratore aggiunto Amendola ha recentemente chiesto al gip Zaira Secchi di far svolgere, tramite incidente probatorio, una perizia per accertare se sia possibile stabilire l?eventuale sussistenza di nesso causale tra l?emissione di onde elettromagnetiche e l?incremento di tumori e leucemie a Cesano e La Storta, che risultano essere vicine alle aree in cui si trovano, oltre agli impianti di Radio Vaticana, un sito radar della Marina.
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