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8 Aprile 2001

Elettrosmog, bufera su Veronesi

Elettrosmog, bufera su Veronesi

Due ministri lo accusano e i comitati insorgono: si dimetta

ROMA – Il Veronesipensiero, fa girare una volta ancora vertiginosamente l`ottovolante delle polemiche. In un`intervista a “Repubblica“, il ministro della Sanità afferma – nella sua autorevole e prestigiosa veste di oncologo – di non credere nella relazione elettrosmogcancro. Accade nella prima giornata sull`inquinamento elettromagnetico.
Accade alla vigilia del responso degli esperti sulle antenne di Radio Vaticana: se martedì dovessero risultare superati i limiti consentiti dalla legge, il ministro Bordon ordinerà all`Enel di staccare la luce, lasciando così al buio l`emittente pontificia.
La sfida è lanciata. A fianco di Veronesi si schiera Umberto Tirelli, direttore della divisione di Oncologica Medica dell`Istituto nazionale dei tumori di Aviano. Una voce quasi isolata, la sua. Le agenzie di stampa si susseguono per tutto il pomeriggio ed è una raffica di «no». Dalle Associazioni dei Consumatori (Codacons) e dei Comitati di tutela (Conacem) che chiedono le dimissioni del ministro a Legambiente e Wwf; dai Verdi e Rifondazione, fino agli stessi colleghi di governo: ad Alfonso Pecoraro Scanio, ad esempio, ministro per le Politiche agricole, che definisce «parziale e non rispettosa della volontà parlamentare» la posizione di Veronesi.

Ma il dissenso arriva anche dal suo stesso ministero. Il sottosegretario alla Sanità, Carla Rocchi, infatti, spera che Veronesi sia stato frainteso quando parla di un minimo aumento delle leucemie infantili per elettrosmog. «Anche la morte di un solo bambino – sostiene Rocchi – deve essere considerata come la più grande tragedia di questo mondo».

«Gravissima»: così viene stigmatizzata la posizione del ministro della Sanità dal Wwf che accusa Veronesi di voler «tranquillizzare» sui rischi per la salute causati dall`elettrosmog. Mentre l`Oms – per bocca di Roberto Bertollini, direttore della divisione tecnica dell`Organizzazione mondiale della sanità – il ministro «ha giustamente sottolineato i principali fattori di rischio tumorale, ma ciò non toglie che ci siano situazione specifiche di elevata esposizione alle radiazioni elettromagnetiche che rendono necessaria l`adozione di politiche cautelative della sanità pubblica».

Bertollini, riferendosi alla recente indagine inglese citata dallo stesso Veronesi, sottolinea che lo studio dimostra un raddoppio dei casi di leucemia tra la popolazione infantile che vive costantemente vicino a emissioni elevate. «Si tratta di un aumento del rischio significativo in quanto la ricerca britannica segnala che si passa da 1 caso di leucemia ogni 1.400 bambini a 1 caso ogni 700». Secondo Bertollini, dunque, ci sono gruppi di popolazione a più alto rischio di esposizione ed «è il caso dei bambini di Cesano».

«Il ministro Veronesi è uno e trino, ministro, scienziato e laico: cosa potremmo pretendere di più noi Verdi?», ironizza il senatore Fiorello Cortiana, mentre Ermete Realacci, presidente di Legambiente chiede vengano emanati subito i decreti attuativi sulla tutela dai campi elettromagnetici a basse frequenze per bonificare i siti a rischio.

Resta la protesta dei genitori di Cesano, che gridano esasperati tutta la loro rabbia contro il ministro Veronesi: «Ce lo venga a dire in faccia che le onde elettromagnetiche non fanno male, altrimenti si dimetta».

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