19 Febbraio 2002

Elettrosmog, al bivio la vicenda di Radio Vaticana

Il giudice unico oggi dovrà pronunciarsi sulla competenza giurisdizionale

Elettrosmog, al ?bivio? la vicenda di Radio Vaticana

ROMA ? La vicenda penale di Radio Vaticana «è al bivio». Lo dice il Codacons, riferendosi all`udienza di oggi davanti al giudice unico che dovrà pronunciarsi sulla giurisdizione dello Stato italiano in relazione ad eventuali reati connessi all`inquinamento elettromagnetico, con il superamento dei limiti sulle emissioni imposti dal decreto ministeriale n.381 del 1998, da parte dell`emittente che fa capo alla Santa Sede. Emittente che ha gli impianti di trasmissione in un`area di Cesano (Roma) considerata però extraterritoriale. Il Codacons sottolinea che erano stati i legali della Santa Sede a sollevare l`eccezione sulla non giurisdizionalità dello Stato italiano, e il giudice monocratico si era riservato di decidere. In quell`occasione l`eccezione della difesa di Radio Vaticana «aveva creato sconcerto in quanti assistevano all`udienza e nelle stesse associazioni ambientaliste». Ciò in quanto ? dice il Codacons in un comunicato ? «comunque la realizzazione della fattispecie penale, cioè l`immissione di cose inquinanti, si diffonde sul territorio italiano creando non pochi disagi nella popolazione residente». Per l`associazione di tutela degli utenti, inoltre, «i disagi segnalati, le molestie e le interferenze oggetto del rinvio a giudizio rappresentano soltanto una parte dei danni lamentati dai residenti, visto che è in corso da parte del pubblico ministero Amendola un`indagine approfondita per le ipotesi di lesioni colpose ed omicidio». Infatti – aggiunge il Codacons – la zona di Roma Nord, e in particolare Cesano, «è da tempo indicata come una zona con un incremento di mortalità inspiegabile, le cui cause devono essere accertate». L`associazione cita poi recenti studi scientifici «che segnalano l`aumento di patologie tumorali e comunque l`aumento del rischio dell`insorgenza, nonchè il rischio di aborto in presenza di campi elettromagnetici». Come pure segnala che «perfino la Direzione generale degli studi presso il Parlamento europeo ha dichiarato l`elettrosmog come uno dei principali rischi sanitari sociali per l`uomo, sostenendo che è necessario scoraggiare l`utilizzo prolungato dei telefonini mobili da parte dei bambini». E nel documento comunitario si sostiene – precisa il Codacons – che l`industria della telefonia mobile «dovrebbe evitare di promuovere l`uso prolungato di cellulari da parte dei bambini sfruttando strategie particolari». ROMA ? Sulla questione dell`elettrosmog e Radio Vaticana, i responsabili della Sanità sono di nuovo nel mirino dell`associazione «Bambini senza onde», che raggruppa le famiglie di Cesano, Olgiata e Osteria Nuova che vivono in prossimità del Centro trasmissioni dell`emittente della Santa Sede. L`accusa è che starebbero operando tentativi per «demolire la certezza dei risultati epidemiologici» sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse oltre i limiti consentiti. La polemica riesplode alla vigilia della decisione del giudice sulla giurisdizionalità dell`Italia sugli impianti di trasmissione dell`emittente, che sono posti in territorio del Vaticano. «Le nostre famiglie – scrive in un comunicato l`associazione Bambini senza Onde – sono ancora più diffidenti nei confronti delle rassicurazioni fornite da coloro che, in teoria, avrebbero la funzione di garantire che la nostra sicurezza non sia messa a repentaglio da una esposizione elettromagnetica involontaria ed invitabile, per 24 ore al giorno». Tutto questo costituisce quindi «una grave violazione etica dei diritti individuali».

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