24 Maggio 2018

Elettroipersensibilità Punto su cause e effetti

nell’ unica tappa veneta previsti film e testimonianze
Un incontro per conoscere attraverso l’ aiuto di esperti e di testimonianze dirette l’ elettroipersensibilità (EHS): un insieme di sintomi che persone particolarmente predisposte accusano in seguito all’ esposizione a campi magnetici, elettrici o elettromagnetici, come può essere anche l’ uso di un semplicissimo smartphone. A proporlo, come unica tappa in Veneto, è l’ Associazione italiana elettrosensibili (Aie), un sodalizio che riunisce in tutta Italia, come in altre parti del mondo, cittadini che si stanno battendo per il riconoscimento di questa malattia da parte dell’ Organizzazione mondiale della sanità e della comunità scientifica. L’ appuntamento, in programma questa sera, alle 20.45, al teatro Salus, è stato reso possibile grazie all’ appoggio organizzativo di Marco Bardinu, residente in città e socio dell’ Aie, oltre che dell’ associazione «Amici di don Walter», e dell’ ex presidente del Tribunale per i diritti del malato e dell’ anziano Roberto Venditti. La serata, patrocinata dal Comune, dalla sezione veronese dell’ Isde (Medici per l’ Ambiente), da Medicina Democratica, da Codacons Veneto e dall’ Arci legnaghese, oltre che dal Centro giovanile Salus che ha concesso la sala, vedrà la partecipazione del dottor Paolo Orio, presidente di Aie e autore di una relazione sugli effetti biologico-sanitari a breve e lungo termine dovuti all’ inquinamento elettromagnetico. A fare da traino al dibattito sull’ elettroipersensibilità sarà la proiezione del film documentario «Sensibile», prodotto da Officinemedia per la regia di Alessandro Quadretti e tutto incentrato sulle patologie invalidanti EHS e MCS (Sensibilità chimica multipla). «Scopo di questa iniziativa», spiega Bardinu, «non è solo quello di far conoscere la condizione delle persone che soffrono di queste patologie. Ma anche di promuovere una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini in modo che possano acquisire comportamenti utili tanto alla loro salute quanto a quella degli altri. Le persone colpite, che sono cioè geneticamente predisposte a questa elettroipersensibilità, fungono da vere e proprie “sentinelle” avvisandoci di ciò che non va a livello di inquinamento da elettrosmog». «Per questo», conclude Bardinu, «è opportuno vengano coinvolti, oltre a persone comuni, medici, dirigenti scolastici ed altre figure di riferimento come politici e rappresentanti delle istituzioni».
elisabetta papa

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