31 Maggio 2003

Elettrodotto, Forlì guarda al voto



FORLI` – Ancora due settimane e anche i forlivesi saranno chiamati alle urne per rispondere a due quesiti referendari. Se sull?estensione dell?articolo 18 dello statuto dei lavoratori il dibattito è acceso, assai meno si parla invece della richiesta di abrogazione della ?servitù coattiva di elettrodotto?: un?espressione criptica sotto la quale si cela una complessa trama di rapporti e diritti strettamente legata proprio all?attualità cittadina. In questo settimane, infatti, la Provincia sta ultimando la valutazione d?impatto ambientale del progetto di un nuovo elettrodotto da 132 kilowatt lungo 16 chilometri che l?Enel intende realizzare sulla direttrice Forlì (via Oraziana) – Capocolle – Cesena Ovest.Un progetto che sulla carta comporta una potenza (360 ampere) decisamente superiore e al contempo un minor impatto ambientale rispetto a quello che attualmente corre accanto alla linea ferroviaria e che andrà poi dismesso, con emissioni fino a 200 volte inferiori a quelle di legge e una capacità che soddisfarebbe per quindici anni un bisogno energetico che in provincia aumenta del 4,2 per cento ogni anno. Una proposta, però, che si vede già sommersa da un mare di dubbi e osservazioni da parte di associazioni ambientaliste e comitati di cittadini.Lo stesso gruppo che in Lombardia ha promosso il referendum del 15 giugno sull?abrogazione della servitù di elettrodotto con un fine preciso: quello di cancellare il settantennale obbligo dei proprietari di un terreno interessato al transito delle linee di un elettrodotto a concedere a tal scopo il proprio fondo, ricevendone in cambio un indennizzo d?uso comparato al diminuito valore dell?area. La proposta referendaria chiede l?abrogazione di questa normativa, e della sua specificazione inserita all?articolo 1056 del Codice civile, risalente al 1933 e contenuta nel Regio decreto 1775, quello che definisce le disposizioni generali in merito alle acque e agli impianti elettrici.Il Titolo terzo del decreto concernente ?Trasmissione e distribuzione dell?energia elettrica?, al suo secondo capo tratta proprio della ?Servitù di elettrodotto? e all?articolo 119 recita: ?ogni proprietario è tenuto a dar passaggio per i suoi fondi alle condutture elettriche aeree o sotterranee che esegua chi ne abbia ottenuto permanentemente o temporaneamente l?autorizzazione dell?autorità competente?. E? questo l?articolo, basato sul concetto di pubblica utilità dell?opera da realizzare, che intende abolire il comitato promotore cui fanno capo associazioni quali ?Amici della terra?, Codacons, Conacem, Federconsumatori, Forum ambientalista, Greenpeace, Forum difesa della salute e al quale hanno apertamente aderito Verdi e Rifondazione comunista. Attraverso il referendum i proponenti vogliono mettere in discussione un modello di sviluppo giudicato ?insostenibile?, costringendo i gestori di energia elettrica a concordare le proprie scelte con i proprietari delle aree e con gli enti locali nell?ottica di una pianificazione urbanistica e sanitaria che privilegi l?interramento delle linee rispetto al loro transito aereo. Stimolare lo sviluppo delle tecnologie produttive di energia pulita, garantendo una maggior tutela della salute mediante l?abbattimento delle emissioni potenzialmente inquinanti, è lo scopo di fondo che il Comitato referendario si propone al di là delle recenti disposizioni normative in materia che, dando applicazione alla legge 36 del 2001, fissano il limite di campo elettromagnetico emesso a 10 microtesla per le aree abitative, le scuole e i luoghi dove si staziona mediamente più di quattro ore: una soglia dieci volte inferiore a quella adottata nei Paesi dell?Unione europea. Su questa traccia si pone anche l?assessore all?ambiente del Comune di Forlì, che interviene in merito al referendum ritenendolo a suo avviso mal posto. ?Il quesito pone un falso problema – afferma infatti Pier Luigi Maltoni -. Porre un limite all?esuberanza spesso eccessiva dell?Enel mi pare doveroso, ma questo non risolve il nodo vero che è rappresentato dall?effettivo controllo delle emissioni elettromagnetiche e del conseguente monitoraggio continuo dei potenziali rischi che in questi casi gravano sulla salute dei cittadini?.




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