21 Luglio 2016

Elettricità, il Codacons denuncia l’Autorità per l’energia dopo i rincari

Elettricità, il Codacons denuncia l’Autorità per l’energia dopo i rincari
Mercoledì
il Tar della Lombardia ha sospeso l’aumento delle tariffe decise
dall’Authority. Da luglio il prezzo dell’elettricità è salito del 4,3%.
La causa le strategie anomale di alcuni operatori

di Francesca Basso Nuova puntata nella guerra di carte bollate per il rincaro del 4,3% del prezzo dell’elettricità a partire dal primo luglio. Dopo che mercoledì il Tar della Lombardia ha sospeso l’aumento della tariffa stabilito dall’Autorità per l’Energia e l’Authority a sua volta ne ha chiesto la revoca, il Codacons ha depositato giovedì una denuncia contro i vertici della stessa Autorità. «Chiediamo alle Procure della Repubblica di Roma e Milano di accertare il comportamento dell’Authority relativamente ai rincari delle tariffe di luce e gas e alle speculazioni realizzate dai grossisti dell’energia — spiega il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi —. Nello specifico vogliamo sapere se siano o meno ravvisabili eventuali fattispecie come concorso in aggiotaggio e omissione di rapporto alla Procura».

Le motivazioni

Il Codacons spiega la sua decisione non solo per il fatto che l’Autorità per l’Energia ha autorizzato incrementi tariffari «sulla base di presupposti errati e illeciti», ma anche perché «ha deciso di contrastare l’azione della magistratura e degli utenti, annunciando istanza di revoca della decisione del Tar». «L’Autorità inoltre — spiega la nota del Codacons — sulla base dell’articolo 361 del codice penale, aveva l’obbligo di trasmettere alla Procura della Repubblica tutti gli atti sulle speculazioni realizzate dai grossisti». «Il perché non sia stato fatto non è dato sapere — prosegue Rienzi — ma nell’interesse di 30 milioni di utenti vittime di rincari ingiusti delle bollette crediamo sia doveroso rivolgerci alle Procure affinché sia fatta chiarezza, così come richiesto anche dal Governo».

Il meccanismo

Com’è stato possibile speculare sul prezzo dell’energia? Gli operatori comprano l’elettricità nel «mercato del giorno prima», dove gli scambi si riferiscono al giorno successivo. Poi c’è il «mercato per il dispacciamento», lo strumento usato da Terna (che ha il compito di garantire la sicurezza del sistema elettrico, bilanciare la rete e minimizzare il costo della bolletta) per rifornirsi dell’energia necessaria per mantenere il sistema in equilibrio. L’Autorità già il 28 giugno scorso, in occasione dell’annuncio dei rincari in bolletta, spiegava come negli ultimi due mesi fossero emerse «una serie di criticità in alcune aree del Paese, riconducibili alle strategie anomale adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica» e di aver per questo già avviato un procedimento prescrittivo e sanzionatorio. L’Authority contesta comportamenti di sovra-programmazione o sotto-programmazione ad alcuni operatori con l’obiettivo di creare uno sbilanciamento nel sistema che poi Terna ha dovuto colmare pagando l’energia più cara sul mercato del dispacciamento.

Il Mise

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, chiedendo chiarimenti all’Authority e a Terna dopo che «negli ultimi due-tre mesi si è osservato un significativo aumento dei costi di dispacciamento, un fatto molto grave». Il 6 luglio scorso Calenda aveva «indicato all’Authority la necessità di rispondere in modo rapido ed efficace, nei 60 giorni previsti» e di «adottare, nel caso, sanzioni adeguate e dissuasive». Il ministero sta seguendo la vicenda «con l’obiettivo prioritario — ribadiva in una nota mercoledì — di non far pagare costi impropri a cittadini e imprese».

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