27 Febbraio 2015

Elettricità, con la crisi morosità a 1,76 milioni

Elettricità, con la crisi morosità a 1,76 milioni

Le richieste di
sospensione del servizio elettrico “anche a causa della recessione,
risultano su livelli elevati e in moderata crescita”. Lo dice l’
Autorità per l’ energia nel monitoraggio retail: nel 2013 le richieste
sono cresciute del 9%. Oggi, una famiglia su 3 non riesce a pagare le
bollette Vito de Ceglia.

L’ Autorità per l’ energia elettrica ed il gas ha certificato la forte crescita delle morosità sul fronte dell’ elettricità, con le richieste di sospensione del servizio che hanno raggiunto nel 2013 quota 1,76 milioni con un aumento del 9%. Secondo l’ Authority, tale incremento è dovuto principalmente “a causa della crisi economica”. “Le famiglie, specie quelle numerose, non riescono più a pagare le bollette – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il nostro dato conferma l’ allarme lanciato nei mesi scorsi dal Codacons, e se si aggiungono anche le altre utenze i numeri sono drammatici”. Oggi, stando all’ indagine, una famiglia su 3 non riesce a far fronte al pagamento di tutte le bollette (acqua, gas, luce, telefono) e i crediti da parte delle società erogatrici hanno raggiunto un livello record pari a 18 miliardi di euro. Il 25% delle famiglie, ossia 1 su 4, risulta invece morosa sul fronte del pagamento del condominio per la propria abitazione. La regione dove si registrano le maggiori difficoltà nel pagamento delle bollette è la Sicilia, seguita da Calabria, Puglia e Molise, mentre quelle dove i cittadini appaiono più virtuosi e la concentrazione di morosi è minore sono Trentino Alto Adige, Valle D’ Aosta ed Emilia Romagna. Analizzando in dettaglio i dati del rapporto si evince che, per quanto riguarda l’ elettricità, nel 2012 il numero di richieste per le famiglie è stato pari a 371mila (6,3%) nel mercato libero e 1,23 milioni (5,4%) in quello tutelato. Per i clienti in bassa tensione (Pmi, negozi, artigiani) le richieste sono state 246mila (11%) nel libero e 456mila nel tutelato (10%), mentre per quelli in media tensione (in sostanza, le aziende più grandi), il dato sul solo mercato libero è pari a 7.700 (12,4%). Passando al 2013 il numero di richieste per le famiglie sul mercato libero è salito a 600mila (8,4%), mentre quello sul mercato tutelato è sceso a 1,16 milioni (5,3%). Per i clienti in bassa tensione le richieste sono state 275mila (11,5%) nel mercato libero e 441mila (10,2%) in quello tutelato: per quelli in media tensione, infine, le richieste sono 7.500 (11,2%). Per il settore del gas, nel 2013 sono state avanzate richieste di sospensione, per l’ 1,9% dei clienti domestici, per il 2,9% dei condomini uso domestico, per il 4,9% dei clienti altri usi con consumi fino a 50.000 Smc/anno e per il 14% dei clienti altri usi con consumi tra 50.000 Smc/anno e 200.000 Smc/anno: tuttavia per il gas, sottolinea l’ Autorità, si tratta di un indicatore imperfetto della portata del fenomeno, in quanto i distributori sono tenuti a soddisfare richieste di sospensione solo fino ad un prefissato numero massimo. Inoltre, sempre secondo l’ indagine, la concorrenza in Italia non sta funzionando: i prezzi del mercato libero sono “mediamente superiori a quelli della tutela, +15-20%, mentre i clienti sono ancora poco consapevoli dei meccanismi delle offerte”. Per tale ragione, è opportuno “mantenere attivi strumenti e regimi di tutela”, aggiunge l’ Authority.
Vito de Ceglia

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