26 Luglio 2003

Elettricista chiede 1.600 euro per cambiare una spina. Denunciato







Anziana truffata da un operaio di pronto intervento. Interviene il Codacons, esposto in Procura
Chiarelli Paolo



Milleseicento euro, ovvero lo stipendio netto mensile di un giovane dirigente, per cambiare in pochi minuti la presa e la spina della lavastoviglie di casa. Tanti sono stati i soldi che un elettricista trovato attraverso le Pagine Gialle ha estorto a una signora di 82 anni per un piccolo intervento che sarebbe dovuto costare, uscita compresa, poco più di una cinquantina di euro. La truffa non rimarrà impunita. Avuta notizia dell` operazione-sciacallaggio dell` «artigiano» il Codacons, l` associazione che difende i consumatori, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Tutto ha avuto inizio nei giorni scorsi quando l` anziana si è accorta che la spina della lavapiatti non si sfilava più dalla presa della corrente. Così, non trovando l` elettricista di fiducia, si è affidata a un operaio «in servizio 24 ore su 24», i cui numeri di telefono (quattro fissi e un cellulare) compaiono a caratteri cubitali sulle Pagine Gialle. «Qualcuno mi ha accennato – ha esordito la signora prendendo contatto via filo con il tecnico – che questo tipo di servizio non è del tutto trasparente. Insomma è vero che chiedete anche per interventi così piccoli cifre esorbitanti?». «Non si preoccupi – è stata la risposta – la nostra è una ditta seria. Pagherà soltanto quarantacinque euro di uscita, i pezzi di ricambio e il tempo della riparazione». La casalinga si è fidata. L` elettricista è arrivato, borsa a tracolla, ha cambiato in un paio di minuti la presa e ha presentato il conto: milleseicento euro. La nonnina ha tentato di protestare. Ma non c` è stato nulla da fare. Ha dovuto sborsare cinquecento euro in contanti e fare un assegno di millecento euro intestato a lei stessa, che il truffatore ha poi girato a suo nome. La fattura? Neanche parlarne. «Tanto lei – ha spiegato l` uomo con un sorriso sardonico – non può scaricarla da nessuna parte». Quando lo sciacallo ha lasciato la casa della razzia, la padrona di casa, superato lo choc, ha raccontato tutto a una parente. Il giorno dopo è scattata l` idea di rivolgersi al Codacons. Della vicenda è stata subito informata la Procura. Ma intanto il malfattore era riuscito a incassare in banca i soldi dell` assegno.

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